Collezione Giuseppe Iannaccone

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ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SÉ

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ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SÉ

La Triennale di Milano 1 febbraio – 19 marzo 2017

ingresso libero

Attività didattiche

La mostra, a fronte del rigore scientifico di un approfondito studio del periodo sui documenti e sui testi riguardanti il momento storico tra le due guerre, in gran parte inedito, indaga la raccolta e la figura del collezionista nei suoi aspetti più significativi, unici e talvolta curiosi. Senza le molte figure di amatori come quella di Giuseppe Iannaccone, infatti, sarebbe difficile riuscire a ricostruire testimonianze fruibili al pubblico di questa portata, sia per il grande rigore, sia per la qualità, che per la notevole varietà di artisti presenti, quali Pirandello, De Pisis, Guttuso, Scipione, Birolli, Vedova, Rosai e Mafai, solo per citarne alcuni.

PROPOSTE DIDATTICHE Per la mostra Collezione Giuseppe Iannaccone – Italia 1920 – 1945.

Una nuova figurazione e il racconto del sé Triennale di Milano e Triennale Design Museum propongono visite guidate e visite guidate con laboratori, differenziati a seconda dell’età dei partecipanti, per analizzare a fondo le principali tematiche trattate: la figura del collezionista, i generi e gli stili pittorici, il contesto storico e geografico.

Bambini di 5 anni – ultimo anno scuole dell’infanzia e famiglie La visita guidata e il laboratorio permetteranno ai bambini di confrontarsi con gli stili pittorici presenti in mostra attraverso un gioco incentrato sulla palette di colori che gli artisti utilizzano per la realizzazione dei dipinti.

Bambini da 6 a 13 anni – scuole primarie e secondarie di primo grado e famiglie Le attività di visita e laboratorio si concentreranno su due aspetti fondamentali della mostra: la figura del collezionista e i generi pittorici. I bambini e i ragazzi si cimenteranno con la creazione di un racconto, mettendosi nei panni di un collezionista a partire dalla selezione di opere dei tre generi ovvero ritratto, paesaggio, natura morta.

Ragazzi dai 14 anni in su e adulti – scuole secondarie di secondo grado, università e gruppi di adulti I partecipanti saranno coinvolti in una caccia al quadro per un approfondimento dei generi e degli stili pittorici delle opere in mostra oltre che del contesto storico che le ha generate. Al termine del percorso, i visitatori si trasformeranno in collezionisti, selezionando una serie di opere per creare la propria collezione privata e individuarne il criterio fondante, che sarà approfondito per riflettere su come far crescere la propria collezione con opere nuove.

Visite guidate Durata: 60 minuti

Costo Visita guidata per scuole, in lingua italiana: euro 60,00 Visita guidata per scuole, in lingua straniera (inglese o francese): euro 80,00 Visita guidata per gruppi, in lingua italiana: euro 70,00 Visita guidata per gruppi, in lingua straniera (inglese o francese): euro 90,00 Mostra ad ingresso libero, non è richiesto l’acquisto di un biglietto.

Vista guidata alla mostra + Laboratorio Didattico Durata: 90 minuti

Costo per scuole: euro 80,00 per la conduzione delle attività in italiano; per scuole: euro 100,00 per la conduzione in inglese; per gruppi: euro 90,00 per la conduzione delle attività in italiano; per gruppi: euro 110,00 per la conduzione in inglese. Mostra ad ingresso libero, non è richiesto l’acquisto di un biglietto.

Per informazioni e prenotazioni:

Scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado tdmkids@triennale.org

Scuole secondarie di secondo grado e università e gruppi visiteguidate@triennale.org/ 02 72434255 linea attiva dalle 09.30 alle 14.30 dal lunedì al venerdì


FABIO BENZI La svolta realista nella pittura romana degli anni trenta.

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28 Febbraio

Il ciclo di incontri “Arte in italia negli anni Trenta” a cura di Elena Pontiggia continua e per il quarto intervento ospiterà Fabio Benzi che illustrerà “La svolta realista nella pittura romana degli anni Trenta”

“Il tonalismo, una pittura basata su campiture cromatiche essenziali, prive di contorno e di ombre, che superano le volumetrie chiaroscurate e classicheggianti di un “Novecento Italiano” ormai stanco ed esautorato, è diventato in effetti a metà degli anni trenta ormai linguaggio comune, moderno; così come il termine “Scuola romana” ormai investe tutte le tendenze giovanili, anche diverse, che lo hanno fatto proprio, apportandovi un contributo espressivo personale: rendendolo insomma il linguaggio dominante. Benché la dizione Scuola romana fosse nata per definire il gruppo di artisti della novità tonale che espose a Parigi nel 1933 (Cagli, Capogrossi e Cavalli), a partire dal 1935 circa servì a definire la più larga generazione di pittori nata nel primo decennio del secolo, trentenni negli anni trenta, che fecero del tonalismo lo strumento espressivo comune” Fabio Benzi


LORELLA GIUDICI, MATTIA PATTI, GIORGINA BERTOLINO La pittura del colore: chiarismo, corrente, sei di Torino

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21 febbraio

Il ciclo di incontri “Arte in italia negli anni Trenta” a cura di Elena Pontiggia prosegue e per il suo terzo appuntamento interverranno Giorgina Bertolino, Lorella Giudici e Mattia Piatti che affronteranno e illustreranno la storia di tre formazioni artistiche: I sei di Torino, i Chiaristi e Corrente

“Il colore per me è un modo per esprimere i contenuti. In questo Birolli aveva veramente ragione quando diceva che il colore assieme alla deformazione, ma specialmente il colore, può descrivere anche la realtà. Ecco quello che nei primissimi anni della collezione, quelli che datano essenzialmente ’28, ’29, ha un peso decisivo. I chiaristi lombardi, insieme ai Sei di Torino, sono i primi che staccano con il chiaroscuro di Novecento, che staccano con un modo di fare pittura prevedibile, in qualche modo loro sono i primi che si esprimono con il colore” Giuseppe Iannaccone


ELENA PONTIGGIA Tra realtà e utopia. L’opera di Birolli nella collezione Iannaccone.

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14 febbraio
ELENA PONTIGGIA Tra realtà e utopia. L’opera di Birolli nella collezione Iannaccone.ARTE IN ITALIA NEGLI ANNI TRENTA

INCONTRI, DIALOGHI, CONFERENZE

a cura di Elena Pontiggia

Secondo incontro

ELENA PONTIGGIA

Tra realtà e utopia. L’opera di Birolli nella Collezione Iannaccone

La Triennale di Milano

martedì 14 febbraio 2017

ore 18.30

Fino al 14 marzo 2017 La Triennale di Milano ospita Arte in Italia negli anni Trenta, un ciclo di incontri a cura di Elena Pontiggia pensato come occasione di approfondimento in relazione alla mostra Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé, curata da Alberto Salvadori e Rischa Paterlini – curatrice della Collezione Giuseppe Iannaccone – e in corso alla Triennale fino al 19 marzo 2017. Tutti i martedì professori, ricercatori e giovani studiosi ripercorreranno alcune tappe fondamentali della storia dell’arte italiana tra le due guerre.

Durante il secondo appuntamento dal titolo Tra realtà e utopia. L’opera di Birolli nella Collezione Iannaccone, che si svolgerà domani, martedì 14 febbraio, alle ore 18.30, nell’area lettura allestita all’interno delle sale espositive, Elena Pontiggia approfondirà le vicende personali e artistiche di Renato Birolli (Verona, 1905 – Milano, 1959), artista centrale all’interno della Collezione Giuseppe Iannaccone. Di lui si può dire, partendo dai capolavori conservati in collezione, che è stato un pittore dell’utopia e insieme della realtà. L’arte, cioè, muove dalla vita quotidiana, semplice, perfino dimessa (un sasso trovato per terra), ma la accende di una dimensione fantastica, intrisa di senso del mistero e del divino: un sentimento, quest’ultimo, che si può intendere anche laicamente, come una visione innamorata della realtà, una sorta di segreto entusiasmo vitale.

“Ho conosciuto l’avvocato Iannaccone, nel suo studio che allora incrociava via Cesare Battisti, vicino al Palazzo di Giustizia. Da quel momento ho visto entrare nella sua collezione molti capolavori: di Birolli e non solo, anche se della sua raccolta Birolli è stato e rimane, per così dire, l’emblema. L’Arlecchino, Tassì rosso, le Periferie, I poeti, La nuova Ecumene, Il caos, le Maschere, la Signora col cappello non sono solo vertici del percorso dell’artista, ma paradigmi di un modo di intendere la pittura come colore, pathos, ricerca esistenziale, secondo quel neo-romanticismo che attraversa tanta arte italiana degli anni trenta e ha una delle sue capitali a Milano.” Elena Pontiggia

CONTATTI PER LA STAMPA
Ufficio stampa mostra

Ufficio stampa Collezione Giuseppe Iannaccone

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La Triennale di Milano

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ITALIA 1920 – 1945 Una nuova figurazione e il racconto del sé

foto evento
07 February 2017

IL COLLEZIONISTA Giuseppe Iannaccone e Alberto Salvadori presentano il libro:

COLLEZIONE GIUSEPPE IANNACCONE.
ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SÉ
(SKIRA)

Introduce Elena Pontiggia
Intervengono Edoardo Bonaspetti, Rischa Paterlini.

 

“Non ho vissuto l’Italia tra le due guerre, né ho conosciuto personalmente la maggior parte degli artisti di questa mia collezione, fatta eccezione per Aligi Sassu e per Ernesto Treccani, eppure avrei potuto tranquillamente partecipare ai loro incontri, alle loro discussioni sull’arte, ai dibattiti che li animavano sul significato di verità nella pittura o sull’uso del colore e comunque sull’urgenza di superare la pittura accademica ufficiale. Ma ciò che più mi fa riflettere è la considerazione che mi pare di conoscerli tutti personalmente, questi artisti, né più né meno come conosco i miei amici […] E vi potrei parlare della grande poesia e umanità di Guttuso, Pirandello, Rosai e di tutti gli altri miei artisti, perché umanità, poesia, colore, espressionismo sono le costanti della mia ricerca.

Questa è una raccolta che è lo specchio dell’animo umano, è lo specchio dei sentimenti di un’Italia in pieno fermento, in un’epoca in cui la voglia di ricostruire il Paese si incrociava con la sofferenza per le violenze del regime e delle guerre.”
Giuseppe Iannaccone 

Questo primo volume dedicato alla Collezione Giuseppe Iannaccone raccoglie le opere realizzate dal 1920 al 1945, acquistate e scelte personalmente dal collezionista, fino al 30 novembre 2016.
La collezione è stata creata con l’intento di formare un gruppo omogeneo di opere il cui criterio essenziale rispecchiasse il corso degli avvenimenti artistici dagli anni Venti alla metà degli anni Quaranta al di fuori dei canoni di Novecento e del ritorno all’ordine. La prima parte del libro è dedicata al collezionista, alla sua personale visione della storia dell’arte che ha prodotto un racconto il più fedele possibile della vita e delle scelte che hanno caratterizzato questa straordinaria collezione. Il testo di Flavio Fergonzi ci introduce ai venticinque anni che interessano la collezione e analizza dodici temi critici per l’arte italiana; seguono i saggi degli studiosi che hanno letto, studiato e indagato la collezione analizzando minuziosamente le vicende culturali e storico-artistiche degli anni dal 1920 al 1945. Il volume è completato dalle schede delle opere e da una ricca sezione di apparati composta da cronologia storico-critica, riferita all’arco temporale 1920–1945, dal regesto delle opere e delle mostre e dalla bibliografia.

Lucia Crespi 

Ufficio stampa Skira
via Francesco Brioschi 21 20136 Milano
t. +39 02.89.41.55.32 +39 02.89.40.16.45
f. +39 02.89.41.00.51 lucia@luciacrespi.it

edizione italiana e inglese
21 x 28 cm, 432 pagine, 348 colori e b/n
cartonato ISBN 978-88-572-3408-3 I-3503-5 E
€ 75,00


Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920 – 1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé.

La Triennale di Milano e Giuseppe Iannaccone

sono lieti di annunciare:

ITALIA 1920-1945
UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SÉ

a cura di Alberto Salvadori e Rischa Paterlini

Promossa da Fondazione Triennale di Milano e Giuseppe Iannaccone
Direzione Artistica Settore Arti Visive Triennale Edoardo Bonaspetti

La Triennale di Milano
1 febbraio – 19 marzo 2017

La Triennale di Milano e Giuseppe Iannaccone sono lieti di annunciare Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé, una mostra a cura di Alberto Salvadori e Rischa Paterlini – curatrice della Collezione Giuseppe Iannaccone – promossa dalla Fondazione Triennale di Milano e da Giuseppe Iannaccone, parte del programma del Settore Arti Visive della Triennale diretto da Edoardo Bonaspetti.

La mostra, che aprirà dal 1 febbraio al 19 marzo 2017, espone per la prima volta in pubblico una selezione di 96 opere realizzate tra il 1920 e il 1945 della collezione privata dell’Avvocato Giuseppe Iannaccone, acquisite e scelte personalmente dal collezionista.


Apertura straordinaria della collezione

IN PRATICA: Luca De Leva

Cavalli e madonne. Sentimentalmente ispirato a Arnaldo Badodi

dal 9 aprile al 13 novembre 2016

opening sabato 9 aprile dalle ore 10 alle ore 18.00

prenotazione obbligatoria

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Sabato 9 aprile 2016, in occasione della ventunesima edizione di miart – fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano – inaugura il secondo appuntamento del progetto IN PRATICA, un ciclo di mostre a cura di Rischa Paterlini ospitate nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, negli spazi in cui è conservata parte della sua raccolta di arte contemporanea. Dopo la prima presentazione, nello scorso autunno, dell’artista Davide Monaldi, IN PRATICA prosegue nel suo intento di proporre, attraverso il susseguirsi di piccole mostre, un continuo confronto tra le opere degli artisti già consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione e quelle di artisti emergenti di talento, anche se ancora sconosciuti al grande pubblico, invitati per l’occasione a concepire progetti site-specific. A queste si alterneranno mostre a tema sugli artisti degli anni ’30, per andare così a ribadire quel costante dialogo tra forme espressive ed epoche differenti che fin dagli inizi caratterizza la Collezione.

Sabato 9 aprile inaugura Cavalli e madonne. Sentimentalmente ispirato a Arnaldo Badodi, mostra personale di Luca De Leva (Milano, 1986) in cui viene presentato un corpus di tredici opere tra disegni, sculture e assemblaggi concepite appositamente per l’occasione. I nuovi lavori di De Leva nascono dall’incontro quasi “amoroso” del giovane artista milanese con alcune opere del pittore Arnaldo Badodi presenti nella Collezione dell’Avvocato Iannaccone: L’Armadio, 1938; Caffè, 1940; Il Circo, 1941.

“Non conoscevo Badodi prima di vederlo nella Collezione dell’Avvocato – racconta Luca De Leva – e questo è stato il motore scatenante di tutto. Mi sono approcciato ai suoi quadri in maniera spontanea e frontale, ignorando tutto l’apparato di critica e informazione scritta nel tempo su di lui e sul suo lavoro. È stata una pura esperienza visiva, priva di condizionamenti, fonte di ispirazione per questi nuovi tredici lavori”.

Negli spazi dello studio legale, tra le opere della Collezione Iannaccone riallestite per questo appuntamento, trovano quindi collocazione le nuove produzioni di De Leva, in dialogo con i tre quadri di Arnaldo Badodi a cui il giovane artista si è ispirato, creando un gioco di assonanze di sensibilità e atmosfere. La figurazione, il lavoro quasi artigianale e la scelta dei materiali sono elementi chiave dell’architettura formale delle nuove opere di De Leva, costruite per attivare una forma di empatia emotiva con il pubblico e con le opere dello stesso Badodi.

“Per la costruzione di ogni singola immagine – dichiara De Leva – ho usato degli accorgimenti legati all’interpretazione, alla memoria e all’immaginario di ognuno di noi. Li ho ricercati in me, e attraverso lo studio di me stesso secondo la natura di tutti noi. Cerco di diluirmi in continuazione e lo spettatore è presente in queste opere tanto quanto lo sono io”.

“L’umanità raccontata da Luca De Leva – sottolinea Rischa Paterlini, curatrice della Collezione – è molto simile a quella che si ritrova all’interno dei tanti quadri di Arnaldo Badodi, pittore che amo e che ho cominciato a collezionare molti anni fa. La pittura di Badodi racconta sulla tela un mondo vero, vivo, umano, un po’ grottesco ma anche ironico e sorprendente. Ballerine, Pierrot e Saltimbanchi si mescolano insieme e si muovono liberi, come su di un palcoscenico di colori. Proprio come accade nei disegni e nelle sculture di De Leva, dove bambini in maschera, immagini votive e cavallini giocattolo rispolverano ricordi profondi, immagini dell’infanzia e scene di vita vissuta che ci parlano con grazia e leggerezza di un capitolo della nostra condizione umana”.

Collezione Giuseppe Iannaccone

La Collezione Giuseppe Iannaccone ha una genesi e una crescita del tutto particolare, il corpus di opere riunite a partire dall’inizio della fine degli anni Ottanta, è modellata fortemente sullo spirito del collezionista che ha cercato nei dipinti, nelle sculture e nei disegni dei sentimenti di umanità forti, quasi gridati, veri. Così la ricerca lo ha portato a scoprire l’arte tra le due guerre di Corrente, delle Scuola Romana e dei Sei di Torino, e di tutta una serie di pittori fortemente volubili alle sensazioni, alle emozioni che tramutavano in arte. In queste opere il colore parla, si esprime e i soggetti chiosano la realtà quotidiana. Con la stessa attitudine l’avvocato Giuseppe Iannaccone si è approcciato all’arte contemporanea arricchendo così la sua collezione di opere degli artisti internazionali più promettenti, da Raqib Shaw a Micheal Borremans, da Nicole Eisenman a Shirin Neshat, Pietro Roccasalva e Imran Qureshi estendendo la sua ricerca, perfettamente in linea con la contemporaneità, anche alla video-art acquisendo opere di Nathalie Djurberg, Andrian Paci e Regina Jose Galindo. Un rapporto del tutto particolare, invece, lega il Collezionista Giuseppe Iannaccone a un’artista italiano siciliano, Giovanni Iudice. In lui l’avvocato Iannaccone ha trovato un “rapporto con la storia dell’arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po’ tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè assolutamente contemporaneo, le avesse un po’ dentro. Forse per la prima volta c’è un’osmosi totale tra artista e collezionista, perché io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d’arte, mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito è continuo.”


Nicole Eisenman al New Museum di New york dal 4 maggio al 26 giugno 2016

The New Museum will present the first New York survey show of the work of Nicole Eisenman.

The exhibition is curated by Helga Christoffersen, Assistant Curator, and Massimiliano Gioni, Artistic Director.

One of the most important painters of her generation, Eisenman has developed a distinct figurative language that combines the imaginative with the lucid, the absurd with the banal, and the stereotypical with the countercultural and queer. In her narrative compositions she draws as much from art history as from popular culture, making way for accessible and humorous, yet also critical and poignant images of contemporary life. Gathering a body of work produced over the last two decades, “Al-ugh-ories” pays special attention to the symbolic nature of her depictions of individuals and groups and highlights how the allegorical permeates her oeuvre and fluidly ties the fictional to the autobiographical. Considering Eisenman’s dedication to the history of painting and the ways in which she references artists as diverse as Giotto, Francisco de Goya, Paul Cézanne, Pablo Picasso, and Edvard Munch, the show will also underline how her approach to painting involves a deliberate attempt to counter accepted historical hierarchies through wit and irreverence. Her preoccupation with the figure and the complexity of its gestures and form has in recent years also resulted in a number of large-scale plaster sculptures, a selection of which will be included in this show. With proportions that exceed human scale, these bodies—like those in Eisenman’s paintings—act out familiar everyday occurrences such as eating, sleeping, walking, or making love, while also exposing human desire to be equally raw and awkward.

Nicole Eisenman was born in Verdun, France, in 1965 and lives and works in New York. In 2014 the Contemporary Art Museum, St. Louis mounted a major exhibition of her work, “Dear Nemesis, Nicole Eisenman 1993–2013,” which traveled to the Institute of Contemporary Art, Philadelphia, in late 2014 and the Museum of Contemporary Art San Diego in 2015. Additional solo presentations of her work have taken place at the Jewish Museum, New York (2015); the Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive, CA (2013); Studio Voltaire, London (2012); the Katzen Arts Center, American University, Washington, DC (2011); the Frances Young Tang Teaching Museum and Art Gallery, Skidmore College, Saratoga Springs, NY (2009); and Kunsthalle Zürich (2007). Her work was included in Manifesta 10, St. Petersburg (2014); the 2013 Carnegie International, Pittsburgh; the Whitney Biennial, New York (2012 and 1995); and Prospect.2 New Orleans (2011). Eisenman’s work has been featured in numerous recent group exhibitions at institutions including the Whitney Museum of American Art, New York (2015); the Museum of Modern Art, New York (2014); the Reva and David Logan Center for the Arts, University of Chicago (2014); Contemporary Arts Museum Houston (2014); the New Museum, New York (2013); and the San Francisco Museum of Modern Art (2011). In 2015, Eisenman was awarded a MacArthur Fellowship.

 

 

 


Renato Birolli al Museo Ettore Fico di Torino dal 10 marzo al 26 giugno 2016

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a cura di Elena Pontiggia e Viviana Birolli

La mostra documenta l’intera produzione pittorica dell’artista con oltre novanta opere dall’Espressionismo lirico alla ricerca sul colore e sulla luce, oltre che due temi fondamentali della sua indagine: la figura e il rapporto con la natura.

Il percorso espositivo muove dagli esordi di Birolli nella Milano degli anni Trenta intorno
 al critico Edoardo Persico; prosegue attraverso la stagione realista di Corrente di cui è protagonista e giunge infine agli esiti astratti e informali degli anni Cinquanta, in cui la pittura dell’artista entra in risonanza con l’Espressionismo astrattto americano.

Protagonista engagé della vita e del dibattito artistico italiano nei decenni centrali del Novecento, Birolli ha fatto del lirismo cromatico la chiave di una lettura allo stesso tempo critica e poetica del reale, unendo la sensibilità veneta del colore con la lezione di Van Gogh e Cézanne, come annotava nei Taccuini nel 1936: «Il colore non è materia, è nucleo emozionale».

Sono esposti i principali capolavori dell’artista provenienti, oltre che dalla collezione Birolli e dalle maggiori collezioni private italiane ed europee, da istituzioni e musei italiani: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria d’Arte Moderna di Torino, la Galleria d’arte Moderna di Udine e la Collezione Banca Intesa.

Completano il percorso documentazioni e foto d’epoca che provengono dal fondo dell’Archivio milanese e dall’Associazione Renato Birolli recentemente costituita. Accompagna la mostra un catalogo con testi di Elena Pontiggia e Viviana Birolli in cui vengono pubblicati, per la prima volta, documenti inediti del «Fondo Renato e Rosa Birolli», conservato a Firenze presso il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux.


Paola Pivi in Triennale per “Ennesima”

“Ennesima.
Una mostra di sette mostre sull’arte italiana”
A cura di Vincenzo de Bellis
Direzione artistica: Edoardo Bonaspetti, Curatore Triennale Arte

Dal 26 novembre 2015 al 6 marzo 2016 la Triennale di Milano presenta Ennesima. Una mostra di sette mostre sull’arte italiana, a cura di Vincenzo de Bellis: una “mostra di mostre” che raccoglierà più di centoventi opere di oltre settanta artisti – con un allestimento che si estenderà sull’intero primo piano della Triennale – proponendo una possibile lettura degli ultimi cinquant’anni di arte contemporanea in Italia, dall’inizio degli anni Sessanta ai giorni nostri.

Il titolo prende ispirazione da un’opera di Giulio Paolini, Ennesima (appunti per la descrizione di sette tele datate 1973), la cui prima versione, del 1973, è suddivisa in sette tele. Da qui il numero di progetti espositivi in cui si articola la mostra di de Bellis per la Triennale: sette mostre autonome, intese come appunti o suggerimenti, che cercano di esplorare differenti aspetti, collegamenti, coincidenze e discrepanze della recente vicenda storico-artistica italiana. Sette ipotesi di lavoro grazie alle quali leggere, rileggere e raccontare l’arte italiana anche attraverso l’analisi di alcuni dei formati espositivi possibili: dalla mostra personale all’installazione site-specific, dalla collettiva tematica alla collettiva cronologica, dalla collettiva su uno specifico movimento alla collettiva su un medium fino alla mostra di documentazione. Non un unico progetto che cerchi a tutti i costi connessioni tematiche o stilistiche, cronologiche o generazionali, bensì una piattaforma che prova a ipotizzare la compresenza di questi formati e di altri possibili, per raccontare uno spaccato degli ultimi cinquant’anni di produzione artistica.

Sette tentativi, sette suggerimenti, sette possibili analisi e interpretazioni dell’arte italiana contemporanea. In questo modo Ennesima privilegia alla visione univoca delle prospettive multiple che, come tali, nella loro parzialità, possono essere considerate un campionario di approcci diversi dell’arte contemporanea. Gli spazi del primo piano della Triennale verranno quindi suddivisi in sette stanze attraverso le quali, secondo un percorso preciso, il visitatore sarà guidato alla scoperta delle sette mostre, che potranno così essere percepite come autonome e autosufficienti ma anche come parte di una visione più ampia che le comprende tutte. Un itinerario a tappe che ripercorrerà periodi, climi e movimenti, accostando maestri riconosciuti e personalità storiche ad artisti mid-career che hanno fatto il loro esordio tra gli anni Novanta e i primi Duemila, passando per altri che si sono invece affermati a metà degli anni Duemila, per concludere con una folta presenza di artisti delle generazioni più recenti.

Partendo da questa sua natura “plurale”, il progetto si configura come un affresco composito del sistema contemporaneo italiano nelle sue diverse specificità. Nell’idea di far convergere all’interno della mostra tutti i filoni di ricerca operati sull’arte italiana degli ultimi cinquant’anni, Ennesima comprenderà anche un programma pubblico di video screening, performance, conferenze e talk legati ai temi della mostra, che coinvolgerà, tra le altre, anche le esperienze editoriali – case editrici e magazine – che rappresentano uno degli aspetti più interessanti del sistema dell’arte italiano dell’ultimo decennio.

Ennesima sarà accompagnata da una pubblicazione in sette libri edita da Mousse Publishing che rispecchierà la divisione in sette parti della mostra e che sarà arricchita da più di venti contributi di curatori e critici italiani delle ultime generazioni – tra i trentacinque e i quarantacinque anni – che negli ultimi anni si sono distinti sia a livello nazionale che internazionale.