Collezione Giuseppe Iannaccone

News


14 ottobre 2017 | AMACI giornata del contemporaneo | collezione aperta dalle ore 10:00 alle ore 17:30 | performance di roberto Fassone alle ore 11:00 e alle ore 15:00

Qualche anno fa l’avvocato Giuseppe Iannaccone ospitò, negli spazi del suo studio legale, in cui è conservata parte della collezione di arte contemporanea, alcune opere di un giovane artista quasi sconosciuto al pubblico. È da questa bella esperienza che è nata l’idea del collezionista di ospitare, all’interno dello studio, alcune piccole mostre in un continuo confronto con le opere di artisti già presenti nella sua collezione e talvolta già consacrati dai libri di storia dell’arte italiana e internazionale. Alle monografiche di giovani artisti di talento, ancora sconosciuti al grande pubblico, si alternano mostre a tema sugli artisti espressionisti degli anni Trenta, così che la collezione Giuseppe Iannaccone sia in continuo dialogo. L’intento di Giuseppe Iannaccone è infatti quello di raggruppare espressioni simili per meglio comprenderle, innescando nessi e collegamenti inediti e portatori di nuove suggestioni.

In occasione della tredicesima giornata del contemporaneo, oltre a poter visitare la COLLEZIONE CONTEMPORANEA allestita in studio e la mostra di ANDREA ROMANO dal titolo MILKA, il giovane artista ROBERTO FASSONE, classe 1986, si esibirà, alle ore 11.00 e alle ore 15.00, in una performance inedita dal titolo UNA DI QUESTE STORIE È VERA.

Durante il resto della giornata la collezione sarà visitabile liberamente o sotto la guida del collezionista Giuseppe Iannaccone e del curatore della collezione Rischa Paterlini.

Attività collaterali

ingresso libero, prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti al solo indirizzo email: info@collezionegiuseppeiannaccone.it

Per informazioni

 


Piero Guccione – L’armonia dell’invisibile | 22 luglio – 30 settembre 2017 | Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito | a cura di Giuseppe Iannaccone

Notte di molte stelle del firmamento dello spettacolo, della cultura e dell’arte per la grande serata del Premio Pio Alferano 2017, e non mancano, a celebrare questa sesta edizione, giornalisti, politici e imprenditori che si sono distinti particolarmente nei settori dell’arte, della cultura e dell’ambiente e a cui andrà il Premio Pio Alferano 2017, rappresentato quest’anno dalla preziosa scultura in ceramica dell’artista di Caltagirone Nicolò Morales dal titolo Mediterraneo. Così, a partire dalle ore 9 p.m. del prossimo  22 luglio presso il Castello dell’Abate di Castellabate si incontreranno sul palcoscenico,  il regista Pupi Avati, la giornalista Livia Azzariti, lo scrittore Paolo Crepet, l’artista Piero Guccione, il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il generale dei Carabinieri Giovanni Nistri, il presidente di FareAmbiente Vincenzo Pepe, l’editore Franco Maria Ricci, gli imprenditori Antonio Longo e Corrado Del Verme, l’attore Ricki Tognazzi, l’attrice Simona Izzo e lo chef Gianfranco Vissani.

Un Premio speciale del Comune di Castellabate sarà consegnato a Sergio Pirozzi, Sindaco di Amatrice.

Al termine delle premiazioni si aprirà una vera maratona dell’arte, otto inaugurazioni per otto mostre allestite a Castellabate per questa edizione del Premio. La piccola città si trasforma in un museo a cielo aperto e ospita anche la mostra di Piero Guccione “L’armonia dell’invisibile” a cura di Giuseppe Iannaccone. “In questa mostra si trova l’essenziale, senza troppi ornamenti, senza troppe opere, proprio come spero possa piacere all’artista” scrive il Presidente della Fondazione nella presentazione della mostra. Tele e pastelli raccolti per la prima volta nella città tanto amata da Pio e Virginia, che oltre a rendere omaggio a Piero Guccione, coglie l’occasione per approfondire, i colori e la poesia di un paese unico nel suo genere: l’Italia. Muri, aeroporti, macchine, carrubi, giardini e mari fanno da cornice al Premio Pio Alferano, che dal 2012 riporta l’attenzione, e la conseguente riflessione, sulla centralità dell’arte nella vita dell’essere umano, imprescindibile in ogni tempo.

Ci saranno veri e propri capolavori: a partire da un Omaggio a Francis Bacon del 1962 fino all’ultimo dipinto realizzato dal Maestro, passando per i suoi splendidi mari che negli anni settanta – ottanta hanno più volte partecipato alla Biennale di Venezia. 

Catalogo disponibile

Visita il sito della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito


IL RUMORE DEL MARE. I migranti di Giovanni Iudice | Museo Diocesano Caltagirone | 23 luglio 2017 – 7 gennaio 2018 | Direttore Artistico Fabio Raimondi – Curatore Giuseppe Iannaccone

La mostra si pone come continuum della personale Il rumore del mare curata dal collezionista Giuseppe Iannaccone, che si è tenuta a Firenze presso il Palazzo Medici-Riccardi in occasione del ciclo delle rassegne artistiche de La Milanesiana 2017.

Il percorso per giungere ai “migranti” nasce da un incontro con l’artista Giovanni Iudice durante la sua visita alla mostra “Arcana Coelestia. Irruzione di Dio nella storia” allestita lo scorso anno presso la Cappella neogotica del Museo diocesano di Caltagirone. Dedicata alle teofanie dell’Antico e Nuovo Testamento applicate alla contemporaneità, la mostra al suo interno offriva un filmato evocativo con una serie di immagini relative agli aiuti umanitari a vantaggio di terremotati e migranti clandestini. Il feeling è stato immediato: dalla timida proposta iniziale di una mostra che avesse proprio il tema dei migranti con le straordinarie opere dell’artista, si è passati via via a un brainstorming di idee, culminate poi nel progetto espositivo.

In una terra come la Sicilia che possiamo definire bedda, cioè ricca di storia, cultura e arte, ma anche marturiata perché spesso teatro di tragedie umane sotto diversi punti di vista, si colloca lo sguardo attento di Giovanni Iudice, che coglie uno dei drammi della nostra contemporaneità, trasformandolo in arte pittorica. La precisione dell’immagine così realistica da sembrare fotografica non rappresenta solamente l’estro dell’artista, ma comunica un forte messaggio capace di porre domande a coloro che osservano con occhio attento i migranti clandestini della collezione Iannaccone, esposta a Caltagirone presso il Museo diocesano, dopo l’allestimento fiorentino.
Sappiamo bene come l’immagine oggi sia diventata uno dei principali mezzi di comunicazione, che per la sua immediatezza spesso dice molto più delle parole: catturare e immagazzinare immagini è dunque la via brevis per cominciare uno dei possibili percorsi di conoscenza. Il sottotitolo della mostra denuncia infatti che il “guardare fuori” è il primo approccio per scoprire che è necessario “vedere dentro”, confrontandosi con il silenzio più che eloquente delle opere di Iudice.
I dipinti esposti si configurano perciò come finestre aperte sul dramma dell’uomo contemporaneo, che portano l’osservatore a vedere dentro di sé, a vivere intimamente il dramma umano, a scoprire e attivare le potenzialità nascoste nelle pieghe del suo essere uomo-accanto all’uomo del nostro tempo.

All’interno della suggestiva Cappella neogotica del Museo, la forza comunicativa delle opere viene supportata da un allestimento che fa entrare quasi concretamente nel dramma dei migranti, anche attraverso un’ambientazione simbolica del “barcone” in cui le opere sembrano quasi gli oblò di una nave stracolma di clandestini.
Mentre al suo esterno un’imponente e spigolosa istallazione contemporanea sembra prendere vita attraverso la proiezione di immagini simboliche e suggestive; al suo interno diventa “luogo” interattivo in cui è possibile “toccare” con mano l’esperienza della traversata mediterranea: la fisicità degli oggetti, i suoni, le luci fanno di fatti intraprendere un viaggio introspettivo, alla scoperta di nuovi orizzonti possibili di solidarietà umana.

La mostra realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo sarà inaugurata il 23 luglio 2017 alle ore 19:30 presso il Chiostro del Museo alla presenza del Vescovo di Caltagirone Calogero Peri, dell’Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo, del Sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dell’Avvocato Giuseppe Iannaccone, curatore della mostra, dell’Artista Giovanni Iudice e del Medico Pietro Bartolo protagonista del docufilm “Fuocoammare”, a ridosso della festività di San Giacomo patrono della Diocesi, che richiama un notevole flusso turistico. Per la particolare vivacità turistica legata anche al periodo natalizio, la mostra si protrarrà fino al 7 gennaio 2018.

Nell’arco di tempo dell’esposizione saranno organizzate altre iniziative culturali sul tema della mostra, come pure attività didattiche di laboratorio aperte non solo alle scuole ma anche a tutte le fasce di età.

La realizzazione di un catalogo scientifico delle opere esposte suggellerà questo importante evento culturale.

Fabio Raimondi

visita il sito del Museo Diocesano di Caltagirone


Giovanni Iudice – Il rumore del mare – Firenze, 20 giugno 2017 – Palazzo Medici-Riccardi – 6 p.m.

La Milanesiana, giunta al suo diciottesimo anno di età  – durerà 22 giorni, con 55 eventi e 140 ospiti –  si conferma una finestra aperta sul mondo della letteratura, della musica, del cinema, della filosofia, del teatro, dell’arte figurativa, della scienza, dell’economia. L’arte della Milanesiana si snoda in questa edizione lungo diverse mostre tra cui quella a Firenze a cura di Giuseppe Iannaccone sull’artista Giovanni Iudice. La mostra fortemente voluta dall’ideatrice della Milanesiana, Elisabetta Sgarbi – affermata editrice e cineasta –  racconterà, attraverso numerose opere,  i clandestini nel mare di Sicilia di cui Giovanni Iudice ha saputo per primo coglierne i drammi attraverso una pittura umanamente reale.

 

GIOVANNI IUDICE

IL RUMORE DEL MARE

a cura di Giuseppe Iannaccone

 

Intervengono

Giovanni Iudice, Giuseppe Iannaccone, Vittorio Sgarbi, Pietro Bartolo, Gianpaolo Donzelli, Crocifisso Dentello

la mostra sarà aperta al pubblico fino al 12 luglio 2017

 

La mostra è un progetto dello scenografo Luca Volpatti,  Fondazione Meyer, Icaro Ecology e CiaccioArte.

per maggiori informazioni visita il sito: http://www.lamilanesiana.eu

LA MILANESIANA 2017_programma

LA MILANESIANA 2017_comunicato stampa

Invito La Milanesiana – Firenze 20 giugno

Collezione da Tiffany ha parlato di noi


Il ruolo dei giuristi nel sistema dell’Arte Contemporanea

Giovedì 8 giugno alle ore 19.30 presso la Galleria Wunderkammern  parleranno di legge e Arte Contemporanea

Giuseppe Iannaccone, Avvocato e Collezionista

Giuseppe Pizzuto, Avvocato e Gallerista

Alberto Toffoletto, Avvocato e Collezionista – progetto NCTM e l’arte

 


Replica su Sky Arte della puntata di Private Collection. Sabrina Donadel intervista Giuseppe Iannaccone

Arte contemporanea e vita si intrecciano. I piu’ famosi collezionisti aprono le loro case alla conduttrice Sabrina Donadel.

Prossimo Ep. Mer 31 MAG 07:30.

Replica Ep. Mer 7 GIU 15:30

https://skystreaming.co/canali/sky/111


Ultimo Weekend di apertura a palazzo creberg per la mostra Italia 1920-1945

Fine settimana affollati, costante afflusso nei giorni feriali e grande apprezzamento per la mostra dedicata alla grande arte tra le due guerre.

Proseguono gli appuntamenti presso il Palazzo Storico del Credito Bergamasco con l’ultimo weekend di apertura secondo i seguenti orari:

  • sabato 27 maggio dalle 14.30 alle 19.30, con possibilità di visite guidate gratuite ogni ora, a partire dalle 14.30;
  • domenica 28 maggio dalle 9.30 alle 19.30, con possibilità di visite guidate gratuite con inizio alle 9.30, 10.30, 11.30 e ogni ora a partire dalle 14.30.

Ingresso libero

Distribuzione gratuita del catalogo della mostra


Catalogo della mostra: ITALIA 1920 – 1945 Da de Pisis a Guttuso Da Sassu a Vedova La Collezione Giuseppe Iannaccone

Scarica qui il catalogo della mostra:

ITALIA 1920 – 1945

Da de Pisis a Guttuso Da Sassu a Vedova

La Collezione Giuseppe Iannaccone

Scarica PDF


Visite guidate alla mostra Italia 1920 – 1945

Domani 13 maggio, dalle 14,30 alle 19,30 e domenica 14 maggio, dalle 9,30 alle 19,30 al Palazzo storico del Credito Bergamasco, in largo Porta Nuova 2, a Bergamo è organizzato un weekend per scoprire gli oltre 70 capolavori di arte italiana esposti a completare una mostra dal titolo: «Italia 1920 -1945» a cura di Rischa Paterlini e Paola Silvia Ubiali.

Domani e domenica, infatti, sarà possibile ammirare le opere provenienti dalla collezione Giuseppe Iannaccone, con la possibilità, per chi volesse, di visite guidate gratuite.

Prosegue inoltre, nella Sala consiliare, l’iniziativa «Grandi Restauri – Cantiere aperto», grazie alla quale i visitatori potranno vedere dal vivo il lavoro dei restauratori sulle opere di Lorenzo Lotto e Andrea Previtali.

Per informazioni: www.fondazionecreberg.it.


LA COLLEZIONE GIUSEPPE IANNACCONE IN MOSTRA A BERGAMO DA VENERDI’ 5 MAGGIO

Dopo l’esposizione presso la Triennale di Milano, la Fondazione Credito Bergamasco presenta

ITALIA 1920-1945

DA DE PISIS A GUTTUSO – DA SASSU A VEDOVA

LA COLLEZIONE GIUSEPPE IANNACCONE

L’inaugurazione è prevista per giovedì 4 maggio 2017 alle ore 18.00 presso il Palazzo Storico del Credito Bergamasco – Largo di Porta Nuova, 2 – Bergamo

Apertura al pubblico 5 maggio – 1 giugno 2017

Orari:

da lunedì a venerdì, durante l’apertura della filiale (8.20 – 13.20 e 14.50 – 15.50)

sabato 6,13,27 maggio, dalle ore 14.30 alle ore 19.30 (per chi lo desidera visite guidate gratuite dedicate con inizio alle ’30 di ogni ora a partire dalle 14.30 fino alle 18.30)

domenica 7,14 e 28 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 19.30 (per chi lo desidera visite guidate gratuite dedicate con inizio alle ’30 di ogni ora a partire dalle 9.30 fino alle  11.30 e dalle 14.30 fino alle 18.30)

Ingresso libero

www.fondazionecreberg.it

Italia 1920 – 1945 – Fondazione Credito Bergamasco TGR Lombardia from Collezione Giuseppe Iannaccone on Vimeo.


Private Collection – in onda su Sky Arte – Lunedì 10 Aprile 2017

Un altro grande collezionista, Giuseppe Iannaccone, sarà il protagonista della seconda puntata di Private Collection, il programma ideato e condotto dalla giornalista e conduttrice Sabrina Donadel, giunto alla seconda edizione, in onda lunedì 10 aprile alle ore 20:45 su Sky Arte HD (canali 120 e 400 di Sky), e disponibile su Sky On Demand.

Giuseppe Iannaccone, celebre avvocato, è un grande collezionista e amante dell’arte. La sua collezione, che vanta quasi 400 opere, è composta di capolavori che attraversano tutto il ‘900 fino ai giorni nostri. Alcune di queste, appartenenti al periodo che copre dagli anni ’20 agli anni ’40 sono state recentemente esposte alla Triennale di Milano. Sabrina Donadel avrà accesso in esclusiva per Private Collection alla casa dell’avvocato. Scopriremo con lei alcuni pezzi pregiati dell’arte contemporanea di artisti come: Banksy, Hernan Bas, Wangechi Mutu, Francis Alys, Michael Borremans e Piero Guccione.

Nel corso della puntata spazio a rubricheappuntamenti fissi e minipillole che soddisferanno le curiosità di chi si affaccia per la prima volta al mondo dell’arte contemporanea.

Sky Arte – Collezione Giuseppe Iannaccone from Artshell on Vimeo.


IN PRATICA #3 – Andrea Romano – Milka dal 2 aprile al 20 ottobre

IMG_4353

Collezione Giuseppe Iannaccone
presenta

Andrea Romano
Milka
dal 2 aprile al 20 ottobre 2017

inaugurazione
sabato 1 aprile dalle ore 9.30 alle ore 17.00
prenotazione obbligatoria all’indirizzo
info@colleziogiuseppeiannaccone.it

Collezione Giuseppe Iannaccone
C/o studio legale Avvocato Giuseppe Iannaccone e Associati
Corso Matteotti 11, 20121 Milano

Sabato 1 aprile 2017, in occasione della ventiduesima edizione di miart – fiera internazionale di arte moderna e contemporanea di Milano – inaugura il terzo appuntamento del progetto IN PRATICA, un ciclo di mostre a cura di Rischa Paterlini ospitate nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, negli spazi in cui conservata parte della sua raccolta di arte contemporanea. Dopo la presentazione degli artisti Davide Monaldi e Luca De Leva, IN PRATICA prosegue nel suo intento di proporre, attraverso il susseguirsi di piccole mostre, un continuo confronto tra le opere degli artisti già  consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione e quelle di artisti emergenti di talento, anche se ancora sconosciuti al grande pubblico, invitati per l’occasione a concepire progetti site-specific.

La mostra di Andrea Romano, che sarà accompagnata da un catalogo edito da Mousse Publishing, sarà  visitabile nello studio legale dell’avvocato Iannaccone dal 23 marzo al 10 ottobre 2016, solo su appuntamento, per piccoli gruppi di persone.

Opening sabato 1 aprile solo su invito e prenotazione.

Prenotazione sempre obbligatoria all’indirizzo:
info@collezionegiuseppeiannaccone.it

Ufficio Stampa
Lara Facco P&C
T. +39 02 36565133 / E. press@larafacco.com
Lara Facco / M. +39 349 2529989
Claudia Santrolli / M. +39 339 7041657


LYENETTE YADOM-BOAKYE DA FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA DI MILANO DAL 31 MARZO AL 3 GIUGNO

lynette1

Il Cacciatore Bianco / The White Hunter
Memorie e rappresentazioni africane
A cura di Marco Scotini
FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA – VIA G. B. PIRANESI, 10 MILANO

La mostra, che inaugura in occasione di miart e della Milano Art Week, mette in dialogo opere di arte contemporanea con un nucleo di opere di arte antica tradizionale. Anche in Italia, l’arte africana viene posta al centro dell’attenzione sulla scia dello straordinario interesse culturale e di mercato che sta riscuotendo a livello internazionale.

Inaugurazione: giovedì- 30 marzo 2017, ore 20.00 – 23.30

venerdì – 31 marzo: 14.00 – 21.00 – sabato 1 e domenica 2 aprile  11 – 19.30

Successivamente la mostra sarà  aperta dal mercoledì- al sabato (fino al 3 giugno), dalle 14.00 alle 19.30

FM Centro per l’Arte Contemporanea è lieto di presentare il terzo appuntamento del suo programma espositivo in occasione della prossima edizione di miart durante la Milano Art Week: Il Cacciatore Bianco/The White Hunter. Memorie e rappresentazioni africane. La nuova e ampia rassegna curata da Marco Scotini prosegue – dopo il successo delle precedenti L’Inarchiviabile, dedicata agli anni Settanta in Italia e Modernità  non allineata, sullo spazio culturale jugoslavo durante la guerra fredda – un’indagine sulla decentralizzazione del modello egemonico e indiscusso della modernità  artistica occidentale nell’attuale prospettiva geopolitica.

 

Il Cacciatore Bianco/The White Hunter non è tanto una mostra sull’arte africana quanto sulla costruzione che l’Occidente ne ha fatto. Come scrive Marco Scotini, curatore della mostra e direttore artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea: La ricognizione parte da una critica radicale del nostro sguardo sull’Africa. Siamo sicuri che quello che ha visto il cacciatore bianco, all’inizio del secolo scorso, non continui ad essere ancora l’oggetto dal nostro sguardo? Ciò che dovrebbe risuonare per tutta la mostra come lo sguardo (quello del cacciatore) sia risultato un fattore fondamentale nella costruzione di un’alterità sottomessa. Si tratta di indagare allo stesso tempo le possibilità  inassimilabili rimaste fuori.


BIBLIOTECA SICILIA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA: ITALIA 1920 – 1945. UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SE’

Biblioteca Sicilia

Via Luigi Sacco 14, 20146 Milano

martedì 14 marzo, ore 20:45

presentazione della mostra:

ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SE’

La Triennale di Milano 1 febbraio – 19 marzo 2017


Roberto Cuoghi al CAC di Ginevra dal 22 febbraio al 28 aprile

cuoghi

 

The Centre d’Art Contemporain Geneve is happy to present PERLA POLLINA the first mid-career retrospective of Italian artist Roberto Cuoghi from February 22 to April 30, 2017.

PERLA POLLINA will comprise approximately 70 works, spanning 1996 to 2016 and covering the different aspects of his rich and intricate production. Through an array of unconventional techniques, Cuoghi’s paintings, drawings, sculptures and animations explore the notions of metamorphosis, hybridity and devotion.

Known for his legendary transformation into a 67 year old man for seven years when in his twenties, Roberto Cuoghi is one of today’s most mysterious and radical artists. Concepts of perpetual experimentation, rule breaking, continuous and processual learning are central to his work: From il Coccodeista (1997), a series of works born from the artist’s idea to spend days wearing glasses whose lenses had been replaced by Pechan prisms, inverting and reversing his vision, to his intensive two-year study of the Assyrian language and rituals, after which he made a giant reproduction of a small talismanic statue of the menacing demon-god Pazuzu (Pazuzu, 2008) and a hybrid sound installation combining music of western and non-western cultures; (A uillakkuâ corral version, 2014). More recently, Cuoghi combined sophisticated 3D technology and unpredictable archaic firing techniques to create an invasion of ceramic crabs on the island of Hydra, Greece (Putifiero, 2016).

This retrospective is part of a wide curatorial project initiated by the Centre d’Art Contemporain, Geneve, which will bring together, in addition to this retrospective, other exhibitions in Europe: At the Madre Museum, Naples, Italy 15 May  11 September 2017), KÃnischer Kunstverein, Cologne, Germany (14 October – 17 December 2017).

The artist’s first comprehensive monograph will accompany the exhibition. This richly illustrated 500 pages catalogue, published by Hatje Cantz, will include new essays by Andrea Bellini, curator of the exhibition, as well as Andrea Cortellessa, Anthony Huberman, Charlotte Laubard and Yorgos Tzirtzilakis in addition to a compilation of previous interviews, specially commissioned drawings by FOSCA (also shown at the 4th floor of the Centre during the exhibition) and a complete chronology and bibliography by Sara De Chiara.


CARLO SISI L’universo in una foglia. Vicende di Rosai e De Pisis

pesce

Martedì 14 marzo ore 18 30 presso la Triennale di Milano

CARLO SISI L’universo in una foglia. Vicende di Rosai e De Pisis

Il ciclo di incontri Arte in italia negli anni Trenta a cura di Elena Pontiggia si conclude con l’intervento di Carlo Sisi che presenterà  due artisti outsider nell’arte italiana tra le due guerre: Ottone Rosai e Filippo De Pisis.

“Nel provare un abbozzo di vite parallele, l’idea della solitudine poetica con i suoi molteplici corollari quella che sembra dare maggiori risorse al qui proposto accostamento fra Rosai e De Pisis, artisti operosi nel Novecento militante di Margherita Sarfatti e poi, anche se per breve periodo, negli anni impazienti del secondo dopoguerra senza per mai condividere, entrambi, i canoni del ritorno all’ordine nelle politiche formali del Realismo.” Carlo Sisi


Biblioteca Gallaratese presentazione della mostra: Italia 1920 – 1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé

yo

 

 

Biblioteca Gallaratese

Via Quarenghi, 21, 20151 Milano

Sabato 11 marzo, ore 18 00

presentazione della mostra:

ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SE’

La Triennale di Milano 1 febbraio 19 marzo 2017


Biblioteca Baggio. Presentazione della mostra: Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé

sito_triennale_1

 

Biblioteca di Baggio

Via Pistoia, 10, 20153 Milano

Venerdì 10 marzo, ore 17 30

sala studio di gruppo

presentazione della mostra:

ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SE’

La Triennale di Milano 1 febbraio 19 marzo 2017

 

 


FLAVIO FERGONZI Dodici temi critici per l’arte Italiana tra le due guerre

yo

 

Martedì 7 marzo ore 18 30 presso la Triennale di Milano

FLAVIO FERGONZI

Dodici temi critici per l’arte italiana tra le due guerre

 

Il ciclo di incontri “Arte in italia negli anni Trenta” a cura di Elena Pontiggia prosegue e per il secondo appuntamento interverrà  Falvio Fergonzi presentando Dodici temi critici per l’arte italiana tra le due guerre

“L’arco che va da Ottone Rosai (L’attesa e I giocatori di toppa, 1920) a Emilio Vedova (Il caffeuccio veneziano, 1942) mostra u’adesione a valori opposti. I due estremi cronologici che ho ricordato raccontano bene una storia di cultura minoritaria, di furori giovanili non sopiti, persino di franca opposizione: esercitata, quest’ultima, contro il diffuso orgoglio di un ritorno alla tradizione nazionale, contro le mitologie neoumanistiche del fascismo e, insieme, contro le varie consolazioni offerte da un superiore formalismo” Flavio Fergonzi


ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SE’

sito_triennale_1

ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SE’

La Triennale di Milano 1 febbraio al 19 marzo 2017

ingresso libero

Attività  didattiche

La mostra, a fronte del rigore scientifico di un approfondito studio del periodo sui documenti e sui testi riguardanti il momento storico tra le due guerre, in gran parte inedito, indaga la raccolta e la figura del collezionista nei suoi aspetti più significativi, unici e talvolta curiosi. Senza le molte figure di amatori come quella di Giuseppe Iannaccone, infatti, sarebbe difficile riuscire a ricostruire testimonianze fruibili al pubblico di questa portata, sia per il grande rigore, sia per la qualità , che per la notevole varietà  di artisti presenti, quali Pirandello, De Pisis, Guttuso, Scipione, Birolli, Vedova, Rosai e Mafai, solo per citarne alcuni.

PROPOSTE DIDATTICHE Per la mostra Collezione Giuseppe Iannaccone – Italia 1920 – 1945.

Una nuova figurazione e il racconto del sé Triennale di Milano e Triennale Design Museum propongono visite guidate e visite guidate con laboratori, differenziati a seconda dell’età  dei partecipanti, per analizzare a fondo le principali tematiche trattate: la figura del collezionista, i generi e gli stili pittorici, il contesto storico e geografico.

Bambini di 5 anni all’ultimo anno scuole dell’infanzia e famiglie

La visita guidata e il laboratorio permetteranno ai bambini di confrontarsi con gli stili pittorici presenti in mostra attraverso un gioco incentrato sulla palette di colori che gli artisti utilizzano per la realizzazione dei dipinti.

Bambini da 6 a 13 anni e scuole primarie e secondarie di primo grado e famiglie

Le attività  di visita e laboratorio si concentreranno su due aspetti fondamentali della mostra: la figura del collezionista e i generi pittorici. I bambini e i ragazzi si cimenteranno con la creazione di un racconto, mettendosi nei panni di un collezionista a partire dalla selezione di opere dei tre generi ovvero ritratto, paesaggio, natura morta.

Ragazzi dai 14 anni in su e adulti e scuole secondarie di secondo grado, università  e gruppi di adulti

I partecipanti saranno coinvolti in una caccia al quadro per un approfondimento dei generi e degli stili pittorici delle opere in mostra oltre che del contesto storico che le ha generate. Al termine del percorso, i visitatori si trasformeranno in collezionisti, selezionando una serie di opere per creare la propria collezione privata e individuarne il criterio fondante, che sarà  approfondito per riflettere su come far crescere la propria collezione con opere nuove.

Visite guidate Durata: 60 minuti

Costo Visita guidata per scuole, in lingua italiana: euro 60,00 Visita guidata per scuole, in lingua straniera (inglese o francese): euro 80,00 Visita guidata per gruppi, in lingua italiana: euro 70,00 Visita guidata per gruppi, in lingua straniera (inglese o francese): euro 90,00 Mostra ad ingresso libero, non è richiesto l’acquisto di un biglietto.

Vista guidata alla mostra + Laboratorio Didattico Durata: 90 minuti

Costo per scuole: euro 80,00 per la conduzione delle attività  in italiano; per scuole: euro 100,00 per la conduzione in inglese; per gruppi: euro 90,00 per la conduzione delle attività  in italiano; per gruppi: euro 110,00 per la conduzione in inglese. Mostra ad ingresso libero, non è richiesto l’acquisto di un biglietto.

Per informazioni e prenotazioni:

Scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado tdmkids@triennale.org

Scuole secondarie di secondo grado e università  e gruppi visiteguidate@triennale.org/ 02 72434255 linea attiva dalle 09.30 alle 14.30 dal lunedì al venerdì


FABIO BENZI La svolta realista nella pittura romana degli anni trenta.

91747b9a-a8fb-4161-92af-9fcb2f490cc6 (5)

28 Febbraio

Il ciclo di incontri Arte in italia negli anni Trenta a cura di Elena Pontiggia continua e per il quarto intervento ospiterà  Fabio Benzi che illustrerà  “La svolta realista nella pittura romana degli anni Trenta”

“Il tonalismo, una pittura basata su campiture cromatiche essenziali, prive di contorno e di ombre, che superano le volumetrie chiaroscurate e classicheggianti di un Novecento Italiano ormai stanco ed esautorato, diventato in effetti a metà  degli anni trenta ormai linguaggio comune, moderno; così come il termine Scuola romana ormai investe tutte le tendenze giovanili, anche diverse, che lo hanno fatto proprio, apportandovi un contributo espressivo personale: rendendolo insomma il linguaggio dominante. Benchè la dizione Scuola romana fosse nata per definire il gruppo di artisti della novità tonale che espose a Parigi nel 1933 (Cagli, Capogrossi e Cavalli), a partire dal 1935 circa servirà a definire la più larga generazione di pittori nata nel primo decennio del secolo, trentenni negli anni trenta, che fecero del tonalismo lo strumento espressivo comune”Fabio Benzi


LORELLA GIUDICI, MATTIA PATTI, GIORGINA BERTOLINO La pittura del colore: chiarismo, corrente, sei di Torino

1a5b7dd8-0137-4e0e-8959-c9aa0b931a19 (1)

21 febbraio

Il ciclo di incontri “Arte in italia negli anni Trenta” a cura di Elena Pontiggia prosegue e per il suo terzo appuntamento interverranno Giorgina Bertolino, Lorella Giudici e Mattia Piatti che affronteranno e illustreranno la storia di tre formazioni artistiche: I sei di Torino, i Chiaristi e Corrente

“Il colore per me è un modo per esprimere i contenuti. In questo Birolli aveva veramente ragione quando diceva che il colore assieme alla deformazione, ma specialmente il colore, puù descrivere anche la realtà. Ecco quello che nei primissimi anni della collezione, quelli che datano essenzialmente 1928, 1929, ha un peso decisivo. I chiaristi lombardi, insieme ai Sei di Torino, sono i primi che staccano con il chiaroscuro di Novecento, che staccano con un modo di fare pittura prevedibile, in qualche modo loro sono i primi che si esprimono con il colore” Giuseppe Iannaccone


ELENA PONTIGGIA Tra realtà  e utopia. L’opera di Birolli nella collezione Iannaccone.

Birolli - taxi rosso
14 febbraio
ELENA PONTIGGIA Tra realtà  e utopia. L’opera di Birolli nella collezione Iannaccone. ARTE IN ITALIA NEGLI ANNI TRENTAINCONTRI, DIALOGHI, CONFERENZE

a cura di Elena Pontiggia

Secondo incontro

ELENA PONTIGGIA

Tra realtà  e utopia. L’opera di Birolli nella Collezione Iannaccone

La Triennale di Milano

martedì 14 febbraio 2017

ore 18.30

Fino al 14 marzo 2017 La Triennale di Milano ospita Arte in Italia negli anni Trenta, un ciclo di incontri a cura di Elena Pontiggia pensato come occasione di approfondimento in relazione alla mostra Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé, curata da Alberto Salvadori e Rischa Paterlini curatrice della Collezione Giuseppe Iannaccone  e in corso alla Triennale fino al 19 marzo 2017. Tutti i martedì professori, ricercatori e giovani studiosi ripercorreranno alcune tappe fondamentali della storia dell’arte italiana tra le due guerre.

Durante il secondo appuntamento dal titolo Tra realtà  e utopia. L’opera di Birolli nella Collezione Iannaccone, che si svolgerà  domani, martedì14 febbraio, alle ore 18.30, nell’area lettura allestita all’interno delle sale espositive, Elena Pontiggia approfondirà  le vicende personali e artistiche di Renato Birolli (Verona, 1905 – Milano, 1959), artista centrale all’interno della Collezione Giuseppe Iannaccone. Di lui si può dire, partendo dai capolavori conservati in collezione, che è stato un pittore dell’utopia e insieme della realtà . L’arte, è ciò che, muove dalla vita quotidiana, semplice, perfino dimessa (un sasso trovato per terra), ma la accende di una dimensione fantastica, intrisa di senso del mistero e del divino: un sentimento, quest’ultimo, che si può intendere anche laicamente, come una visione innamorata della realtà , una sorta di segreto entusiasmo vitale.

“Ho conosciuto l’avvocato Iannaccone, nel suo studio che allora incrociava via Cesare Battisti, vicino al Palazzo di Giustizia. Da quel momento ho visto entrare nella sua collezione molti capolavori: di Birolli e non solo, anche se della sua raccolta Birolli è stato e rimane, per così dire, l’emblema. L’Arlecchino, Tassì rosso, le Periferie, I poeti, La nuova Ecumene, Il caos, le Maschere, la Signora col cappello non sono solo vertici del percorso dell’artista, ma paradigmi di un modo di intendere la pittura come colore, pathos, ricerca esistenziale, secondo quel neo-romanticismo che attraversa tanta arte italiana degli anni trenta e ha una delle sue capitali a Milano” Elena Pontiggia

CONTATTI PER LA STAMPA
Ufficio stampa mostra

Ufficio stampa Collezione Giuseppe Iannaccone

Lara Facco P&C, Milano

tel. +39 02 36565133

press@larafacco.com

Lara Facco | cell. +39 349 2529989 | lara@larafacco.com

Claudia Santrolli | cell. +39 339 7041657 | claudia@larafacco.com

La Triennale di Milano

Ufficio Comunicazione e Relazioni Media

tel. 02 72434247

press@triennale.org

Triennale di Milano

Viale Alemagna 6

20121 Milano

+39 02 724341
www.triennale.org


ITALIA 1920 – 1945 Una nuova figurazione e il racconto del sé

foto evento
07 February 2017

IL COLLEZIONISTA Giuseppe Iannaccone e Alberto Salvadori presentano il libro:

COLLEZIONE GIUSEPPE IANNACCONE.
ITALIA 1920-1945 UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SE’ 
(SKIRA)

Introduce Elena Pontiggia
Intervengono Edoardo Bonaspetti, Rischa Paterlini.

 

“Non ho vissuto l’Italia tra le due guerre, non ho conosciuto personalmente la maggior parte degli artisti di questa mia collezione, fatta eccezione per Aligi Sassu e per Ernesto Treccani, eppure avrei potuto tranquillamente partecipare ai loro incontri, alle loro discussioni sull’arte, ai dibattiti che li animavano sul significato di verità  nella pittura o sull’uso del colore e comunque sull’urgenza di superare la pittura accademica ufficiale. Ma ciò che più mi fa riflettere è¨ la considerazione che mi pare di conoscerli tutti personalmente, questi artisti, nè più nè meno come conosco i miei amici […] E vi potrei parlare della grande poesia e umanità  di Guttuso, Pirandello, Rosai e di tutti gli altri miei artisti, perchè umanità , poesia, colore, espressionismo sono le costanti della mia ricerca.

Questa è una raccolta che è lo specchio dell’animo umano, è¨ lo specchio dei sentimenti di un’Italia in pieno fermento, in un’epoca in cui la voglia di ricostruire il Paese si incrociava con la sofferenza per le violenze del regime e delle guerre.!
Giuseppe Iannaccone

Questo primo volume dedicato alla Collezione Giuseppe Iannaccone raccoglie le opere realizzate dal 1920 al 1945, acquistate e scelte personalmente dal collezionista, fino al 30 novembre 2016.
La collezione è¨ stata creata con l’intento di formare un gruppo omogeneo di opere il cui criterio essenziale rispecchiasse il corso degli avvenimenti artistici dagli anni Venti alla metà  degli anni Quaranta al di fuori dei canoni di Novecento e del ritorno all’ordine. La prima parte del libro è¨ dedicata al collezionista, alla sua personale visione della storia dell’arte che ha prodotto un racconto il più fedele possibile della vita e delle scelte che hanno caratterizzato questa straordinaria collezione. Il testo di Flavio Fergonzi ci introduce ai venticinque anni che interessano la collezione e analizza dodici temi critici per l’arte italiana; seguono i saggi degli studiosi che hanno letto, studiato e indagato la collezione analizzando minuziosamente le vicende culturali e storico-artistiche degli anni dal 1920 al 1945. Il volume completato dalle schede delle opere e da una ricca sezione di apparati composta da cronologia storico-critica, riferita all’arco temporale 1920 – 1945, dal regesto delle opere e delle mostre e dalla bibliografia.

Lucia Crespi

Ufficio stampa Skira
via Francesco Brioschi 21 20136 Milano
t. +39 02.89.41.55.32 +39 02.89.40.16.45
f. +39 02.89.41.00.51 lucia@luciacrespi.it

edizione italiana e inglese
21 x 28 cm, 432 pagine, 348 colori e b/n
cartonato ISBN 978-88-572-3408-3 I-3503-5 E

75,00


Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920 – 1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé

La Triennale di Milano e Giuseppe Iannaccone

sono lieti di annunciare:

ITALIA 1920-1945
UNA NUOVA FIGURAZIONE E IL RACCONTO DEL SE’

a cura di Alberto Salvadori e Rischa Paterlini

Promossa da Fondazione Triennale di Milano e Giuseppe Iannaccone
Direzione Artistica Settore Arti Visive Triennale Edoardo Bonaspetti

La Triennale di Milano
1 febbraio – 19 marzo 2017

La Triennale di Milano e Giuseppe Iannaccone sono lieti di annunciare Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sè, una mostra a cura di Alberto Salvadori e Rischa Paterlini curatrice della Collezione Giuseppe Iannaccone  promossa dalla Fondazione Triennale di Milano e da Giuseppe Iannaccone, parte del programma del Settore Arti Visive della Triennale diretto da Edoardo Bonaspetti.

La mostra, che aprirà  dal 1 febbraio al 19 marzo 2017, espone per la prima volta in pubblico una selezione di 96 opere realizzate tra il 1920 e il 1945 della collezione privata dell’Avvocato Giuseppe Iannaccone, acquisite e scelte personalmente dal collezionista.


Apertura straordinaria della collezione

IN PRATICA: Luca De Leva

Cavalli e madonne. Sentimentalmente ispirato a Arnaldo Badodi

dal 9 aprile al 13 novembre 2016

opening sabato 9 aprile dalle ore 10 alle ore 18.00

prenotazione obbligatoria

 02_de_leva

Sabato 9 aprile 2016, in occasione della ventunesima edizione di miart – fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano – inaugura il secondo appuntamento del progetto IN PRATICA, un ciclo di mostre a cura di Rischa Paterlini ospitate nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, negli spazi in cui conservata parte della sua raccolta di arte contemporanea. Dopo la prima presentazione, nello scorso autunno, dell’artista Davide Monaldi, IN PRATICA prosegue nel suo intento di proporre, attraverso il susseguirsi di piccole mostre, un continuo confronto tra le opere degli artisti già  consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione e quelle di artisti emergenti di talento, anche se ancora sconosciuti al grande pubblico, invitati per l’occasione a concepire progetti site-specific. A queste si alterneranno mostre a tema sugli artisti degli anni ’30, per andare così a ribadire quel costante dialogo tra forme espressive ed epoche differenti che fin dagli inizi caratterizza la Collezione.

Sabato 9 aprile inaugura Cavalli e madonne. Sentimentalmente ispirato a Arnaldo Badodi, mostra personale di Luca De Leva (Milano, 1986) in cui viene presentato un corpus di tredici opere tra disegni, sculture e assemblaggi concepite appositamente per l’occasione. I nuovi lavori di De Leva nascono dall’incontro quasi amorosa del giovane artista milanese con alcune opere del pittore Arnaldo Badodi presenti nella Collezione dell’Avvocato Iannaccone: L’Armadio, 1938; Caffè¨, 1940; Il Circo, 1941.

“Non conoscevo Badodi prima di vederlo nella Collezione dell’Avvocato “racconta Luca De Leva “e questo è stato il motore scatenante di tutto. Mi sono approcciato ai suoi quadri in maniera spontanea e frontale, ignorando tutto l’apparato di critica e informazione scritta nel tempo su di lui e sul suo lavoro. è stata una pura esperienza visiva, priva di condizionamenti, fonte di ispirazione per questi nuovi tredici lavori.”

Negli spazi dello studio legale, tra le opere della Collezione Iannaccone riallestite per questo appuntamento, trovano quindi collocazione le nuove produzioni di De Leva, in dialogo con i tre quadri di Arnaldo Badodi a cui il giovane artista si è ispirato, creando un gioco di assonanze di sensibilità  e atmosfere. La figurazione, il lavoro quasi artigianale e la scelta dei materiali sono elementi chiave dell’architettura formale delle nuove opere di De Leva, costruite per attivare una forma di empatia emotiva con il pubblico e con le opere dello stesso Badodi.

“Per la costruzione di ogni singola immagine “ dichiara De Leva “ ho usato degli accorgimenti legati all’interpretazione, alla memoria e all’immaginario di ognuno di noi. Li ho ricercati in me, e attraverso lo studio di me stesso secondo la natura di tutti noi. Cerco di diluirmi in continuazione e lo spettatore è presente in queste opere tanto quanto lo sono io”

L’umanità  raccontata da Luca De Leva “ sottolinea Rischa Paterlini, curatrice della Collezione “  è molto simile a quella che si ritrova all’interno dei tanti quadri di Arnaldo Badodi, pittore che amo e che ho cominciato a collezionare molti anni fa. La pittura di Badodi racconta sulla tela un mondo vero, vivo, umano, un più grottesco ma anche ironico e sorprendente. Ballerine, Pierrot e Saltimbanchi si mescolano insieme e si muovono liberi, come su di un palcoscenico di colori. Proprio come accade nei disegni e nelle sculture di De Leva, dove bambini in maschera, immagini votive e cavallini giocattolo rispolverano ricordi profondi, immagini dell’infanzia e scene di vita vissuta che ci parlano con grazia e leggerezza di un capitolo della nostra condizione umana.

Collezione Giuseppe Iannaccone

La Collezione Giuseppe Iannaccone ha una genesi e una crescita del tutto particolare, il corpus di opere riunite a partire dall’inizio della fine degli anni Ottanta¨ modellata fortemente sullo spirito del collezionista che ha cercato nei dipinti, nelle sculture e nei disegni dei sentimenti di umanità  forti, quasi gridati, veri. Così la ricerca lo ha portato a scoprire l’arte tra le due guerre di Corrente, delle Scuola Romana e dei Sei di Torino, e di tutta una serie di pittori fortemente volubili alle sensazioni, alle emozioni che tramutavano in arte. In queste opere il colore parla, si esprime e i soggetti chiosano la realtà  quotidiana. Con la stessa attitudine l’avvocato Giuseppe Iannaccone si è approcciato all’arte contemporanea arricchendo così la sua collezione di opere degli artisti internazionali più promettenti, da Raqib Shaw a Micheal Borremans, da Nicole Eisenman a Shirin Neshat, Pietro Roccasalva e Imran Qureshi estendendo la sua ricerca, perfettamente in linea con la contemporaneità, anche alla video-art acquisendo opere di Nathalie Djurberg, Andrian Paci e Regina Jose Galindo. Un rapporto del tutto particolare, invece, lega il Collezionista Giuseppe Iannaccone a un’artista italiano siciliano, Giovanni Iudice. In lui l’avvocato Iannaccone ha trovato un “rapporto con la storia dell’arte siciliana: io avevo nella testa le spiagge di Pirandello, con la loro carne ammassata, avevo in mente Guttuso, insomma un po’ tutte queste figure degli anni trenta e, mi sembrava che Iudice, benchè¨ assolutamente contemporaneo, le avesse un più dentro. Forse per la prima volta cè un’osmosi totale tra artista e collezionista, perchè io non sono solo colui che gli compra le opere, sono quello con cui discute d’arte, mi parla dei suoi progetti futuri e il nostro dibattito continuo”


Nicole Eisenman al New Museum di New york dal 4 maggio al 26 giugno 2016

The New Museum will present the first New York survey show of the work of Nicole Eisenman.

The exhibition is curated by Helga Christoffersen, Assistant Curator, and Massimiliano Gioni, Artistic Director.

One of the most important painters of her generation, Eisenman has developed a distinct figurative language that combines the imaginative with the lucid, the absurd with the banal, and the stereotypical with the countercultural and queer. In her narrative compositions she draws as much from art history as from popular culture, making way for accessible and humorous, yet also critical and poignant images of contemporary life. Gathering a body of work produced over the last two decades, Al-ugh-ories pays special attention to the symbolic nature of her depictions of individuals and groups and highlights how the allegorical permeates her oeuvre and fluidly ties the fictional to the autobiographical. Considering Eisenmanâ’s dedication to the history of painting and the ways in which she references artists as diverse as Giotto, Francisco de Goya, Paul Cezanne, Pablo Picasso, and Edvard Munch, the show will also underline how her approach to painting involves a deliberate attempt to counter accepted historical hierarchies through wit and irreverence. Her preoccupation with the figure and the complexity of its gestures and form has in recent years also resulted in a number of large-scale plaster sculptures, a selection of which will be included in this show. With proportions that exceed human scale, these bodiesâ like those in Eisenman’s paintings act out familiar everyday occurrences such as eating, sleeping, walking, or making love, while also exposing human desire to be equally raw and awkward.

Nicole Eisenman was born in Verdun, France, in 1965 and lives and works in New York. In 2014 the Contemporary Art Museum, St. Louis mounted a major exhibition of her work, Dear Nemesis, Nicole Eisenman 1993 – 2013, which traveled to the Institute of Contemporary Art, Philadelphia, in late 2014 and the Museum of Contemporary Art San Diego in 2015. Additional solo presentations of her work have taken place at the Jewish Museum, New York (2015); the Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive, CA (2013); Studio Voltaire, London (2012); the Katzen Arts Center, American University, Washington, DC (2011); the Frances Young Tang Teaching Museum and Art Gallery, Skidmore College, Saratoga Springs, NY (2009); and Kunsthalle Zürich (2007). Her work was included in Manifesta 10, St. Petersburg (2014); the 2013 Carnegie International, Pittsburgh; the Whitney Biennial, New York (2012 and 1995); and Prospect.2 New Orleans (2011). Eisenmans work has been featured in numerous recent group exhibitions at institutions including the Whitney Museum of American Art, New York (2015); the Museum of Modern Art, New York (2014); the Reva and David Logan Center for the Arts, University of Chicago (2014); Contemporary Arts Museum Houston (2014); the New Museum, New York (2013); and the San Francisco Museum of Modern Art (2011). In 2015, Eisenman was awarded a MacArthur Fellowship.

 

 

 


Renato Birolli al Museo Ettore Fico di Torino dal 10 marzo al 26 giugno 2016

1941 OLIO SU TELA cm. 85x58 FOTO PAOLO VANDRASCH

Figure e luoghi 1930-1959

a cura di Elena Pontiggia e Viviana Birolli

La mostra documenta l’intera produzione pittorica dell’artista con oltre novanta opere dall’Espressionismo lirico alla ricerca sul colore e sulla luce, oltre che due temi fondamentali della sua indagine: la figura e il rapporto con la natura.

Il percorso espositivo muove dagli esordi di Birolli nella Milano degli anni Trenta intorno al critico Edoardo Persico; prosegue attraverso la stagione realista di Corrente di cui  protagonista e giunge infine agli esiti astratti e informali degli anni Cinquanta, in cui la pittura dell’artista entra in risonanza con l’Espressionismo astrattto americano.

Protagonista engagè della vita e del dibattito artistico italiano nei decenni centrali del Novecento, Birolli ha fatto del lirismo cromatico la chiave di una lettura allo stesso tempo critica e poetica del reale, unendo la sensibilità  veneta del colore con la lezione di Van Gogh e Cezanne, come annotava nei Taccuini nel 1936: «Il colore non materia, ma nucleo emozionale».

Sono esposti i principali capolavori dell’artista provenienti, oltre che dalla collezione Birolli e dalle maggiori collezioni private italiane ed europee, da istituzioni e musei italiani: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria d’Arte Moderna di Torino, la Galleria d’arte Moderna di Udine e la Collezione Banca Intesa.

Completano il percorso documentazioni e foto d’epoca che provengono dal fondo dell’Archivio milanese e dall’Associazione Renato Birolli recentemente costituita. Accompagna la mostra un catalogo con testi di Elena Pontiggia e Viviana Birolli in cui vengono pubblicati, per la prima volta, documenti inediti del «Fondo Renato e Rosa Birolli», conservato a Firenze presso il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux.


Paola Pivi in Triennale per “Ennesima”

Ennesima.
Una mostra di sette mostre sull’arte italiana
A cura di Vincenzo de Bellis
Direzione artistica: Edoardo Bonaspetti, Curatore Triennale Arte

Dal 26 novembre 2015 al 6 marzo 2016 la Triennale di Milano presenta Ennesima. Una mostra di sette mostre sull’arte italiana, a cura di Vincenzo de Bellis: una mostra di mostre che raccoglierà  più di centoventi opere di oltre settanta artisti con un allestimento che si estenderà  sull’intero primo piano della Triennale  proponendo una possibile lettura degli ultimi cinquanta anni di arte contemporanea in Italia, dall’ inizio degli anni Sessanta ai giorni nostri.

Il titolo prende ispirazione da un’opera di Giulio Paolini, Ennesima (appunti per la descrizione di sette tele datate 1973), la cui prima versione, del 1973, suddivisa in sette tele. Da qui il numero di progetti espositivi in cui si articola la mostra di de Bellis per la Triennale: sette mostre autonome, intese come appunti o suggerimenti, che cercano di esplorare differenti aspetti, collegamenti, coincidenze e discrepanze della recente vicenda storico-artistica italiana. Sette ipotesi di lavoro grazie alle quali leggere, rileggere e raccontare l’arte italiana anche attraverso l’analisi di alcuni dei formati espositivi possibili: dalla mostra personale all’installazione site-specific, dalla collettiva tematica alla collettiva cronologica, dalla collettiva su uno specifico movimento alla collettiva su un medium fino alla mostra di documentazione. Non un unico progetto che cerchi a tutti i costi connessioni tematiche o stilistiche, cronologiche o generazionali, bensì una piattaforma che prova a ipotizzare la compresenza di questi formati e di altri possibili, per raccontare uno spaccato degli ultimi cinquant’anni di produzione artistica.

Sette tentativi, sette suggerimenti, sette possibili analisi e interpretazioni dell’arte italiana contemporanea. In questo modo Ennesima privilegia alla visione univoca delle prospettive multiple che, come tali, nella loro parzialità , possono essere considerate un campionario di approcci diversi dell’arte contemporanea. Gli spazi del primo piano della Triennale verranno quindi suddivisi in sette stanze attraverso le quali, secondo un percorso preciso, il visitatore sarà  guidato alla scoperta delle sette mostre, che potranno così essere percepite come autonome e autosufficienti ma anche come parte di una visione più ampia che le comprende tutte. Un itinerario a tappe che ripercorrerà  periodi, climi e movimenti, accostando maestri riconosciuti e personalità  storiche ad artisti mid-career che hanno fatto il loro esordio tra gli anni Novanta e i primi Duemila, passando per altri che si sono invece affermati a metà  degli anni Duemila, per concludere con una folta presenza di artisti delle generazioni più recenti.

Partendo da questa sua natura plurale, il progetto si configura come un affresco composito del sistema contemporaneo italiano nelle sue diverse specificità . Nell’idea di far convergere all’interno della mostra tutti i filoni di ricerca operati sull’arte italiana degli ultimi cinquant’anni, Ennesima comprenderà  anche un programma pubblico di video screening, performance, conferenze e talk legati ai temi della mostra, che coinvolgerà , tra le altre, anche le esperienze editoriali  case editrici e magazine che rappresentano uno degli aspetti più interessanti del sistema dell’arte italiano dell’ultimo decennio.

Ennesima sarà  accompagnata da una pubblicazione in sette libri edita da Mousse Publishing che rispecchierà  la divisione in sette parti della mostra e che sarà  arricchita da più di venti contributi di curatori e critici italiani delle ultime generazioni tra i trentacinque e i quarantacinque anni  che negli ultimi anni si sono distinti sia a livello nazionale che internazionale.


“Michael Borremans” al CAC Malaga

CAC Malaga presents the first exhibition in Spain of work by Michael Borremans (1963, Geraardsbergen, Belgium), one of the most outstanding artists on the contemporary art scene. The show, which takes its title from one of the works on display, Fixture, features 35 paintings produced in the last 15 years. Selected in close collaboration with the artist, the works provide a window into a personal and unsettling visual world populated with still lifes and close-ups of human figures painted in sombre shades.

Borremans, who lives and works in Ghent, is also acclaimed for his drawings and films and cuts an extraordinary figure: he plays a guitar (he used to be a member of the experimental band The Singing Painters), always wears his best suit when painting, and never works on white paper. Trained in the art of engravement, for a number of years he taught and practised etching and drawing, and has only dedicated himself exclusively to painting since the late 1990s, when he began to exhibit his drawings and paintings and made a name for himself on the international scene.

In keeping with the tradition of the Old Masters, he paints with a firm stroke, a limited palette and a superb command of his technique. Fascinated by the Spanish Baroque, he considers Velázquez to be his great teacher, although Bruegel, Goya, Rubens, Rembrandt, Fragonard, Watteau, Chardin, Manet and Surrealism have influenced him as well. He is also interested in film (he admires the work of David Lynch and Stanley Kubrick) and photography (his grandfather was a photogra- pher). In his earliest paintings he painted from photographs that he took out of books, magazines or off the internet, images that he manipulated, but later, he began to stage scenes, incorporating models, that he photographs and then transfers to his paintings.

I don’t see myself as pure painter, but I use the medium because it’s the most suitable for me to create a specific kind of picture. It would also be possible in the medium of photography and with the assistance of digital techniques, but I just find painting more interesting. A painting is an object of complex character, and because of the historical dimension it is impossible to treat it impartially, the artist states.

At the same time his works provoke sensations that can be quite contradictory, such as fascination, irritation, tranquillity, beauty, sadness, mystery, reality and fantasy. Borremans invents ambiguous, strange visual worlds that trigger reflections about the absurdity of human existence, but in an ironic way. They are worlds full of contradictions. Although he uses the portrait format in his works, he does not create true portraits. For this artist the subject is always an object, not the representation of a living thing, which is why his characters never look at us directly. It doesn’t matter who the figures are or what exactly they are doing in his pictures. Be they close-ups, alone or part of a group, they are like mannequins or statues, standing, sitting or reclining, that work or manipulate objects, because for Borremans they are archetypes, universal symbols that inhabit familiar yet vague, strange spaces. As he says, “With the paintings, at first you expect a narrative, because the figures are familiar. But then you see that some parts of the paintings don’t match, or don’t make sense. The works don’t come to a conclusion in the way we expect them to. The images are unfinished: they remain open. That makes them durable.

The small size of most of his paintings does not only challenge conventional standards, but miniaturises the subjects highlighting the artificiality of representa- tion. But when demanded by the theme, he resorts to much larger dimensions, to a scale as in the religious paintings evokes a certain mystery. A case in point is The Angel, 2013, in which the figure’s face is painted black. We do not know what is really happening in his works, and therein lies part of their appeal. The figures have a psychological depth that is conveyed by their clothes or the actions, occasionally absurd, that they are performing. Sometimes his works evidence a certain violence, like the figure in The Villain, 2003, who is making a bomb. Hands are recurring motif, as we see in Red Hand, Green Hand, 2010, an image open to multiple interpreta- tions, and The Egg IV, 2012. Meanwhile, The Resemblance, 2006, explores the medium of painting.

Borremans paintings but also drawings  which reflect a more surreal vision of the world “and films beautiful, painterly representations of slow-motion images ” compel the spectator to consider the philosophical nature of painting and its infinite possibilities, what it represents and symbolises, how it is interpreted and what it means. A very simple image can challenge many things. His works are ambiguous, open, quite mysterious, and intriguing like a riddle that the visitor has to solve.