Collezione Giuseppe Iannaccone

Opera

Imran Qureshi, Moderate Enlightenment, 2007, Gouache su carta Washi, 33.5 × 22.9 cm

BIografia

Imran Qureshi

Imran Qureshi è nato nel 1972 a Hyderabad in Pakistan, oggi vive e lavora a Lahore, Pakistan. Nelle sue opere crea un dialogo tra una pittura elaborata minuziosamente e segni più astratti, a cui spesso poi aggiunge una figurazione tratta dal reale, come personaggi che richiamano nella gestualità o nell’abbigliamento le guerre e le violenze che gli uomini vivono e subiscono. Le sue principali fonti di ispirazione sono sempre derivate dall’attenzione che dedicava e tutt’ora dedica alla condizione socio – politica del suo paese, che attraversò fin dalla nascita della Costituzione dopo il 1956 momenti di dittatura militare, la guerra indo-pakistana, fino all’espansione della legge islamica su tutto il territorio. Per questo motivo le sue opere possono essere interpretate come un commento visivo alla storia del passato e del presente del moderno Pakistan. Nel periodo compreso tra il 1994 e il 1996 ha iniziato ad esplorare il genere della pittura miniata secondo un livello più formale, utilizzando immagini tratte da miniature storiche che sono state rese più contemporanee. La tecnica appresa, dal maestro Bashir Ahmed, durante il periodo trascorso al college fu fondamentale nella sua formazione, nonostante l’artista non riuscisse a riconoscere nella tecnica una qualche vicinanza con la propria personalità e sensibilità artistica. Fu convinto, mentre era ancora studente a proseguire lo studio della pittura miniata da quello stesso maestro, che apparteneva al periodo degli ultimi miniaturisti della corte Patiala, che un giorno gli disse: “So distinguere il grasso dalla carne. Tu hai talento e devi continuare il tuo percorso nel dipartimento di miniatura”. Decide così di proseguire gli studi e una volta laureatosi si rende conto che la miniatura è ormai entrata a far parte del suo mondo. Dal 1998 in poi il suo fare pittorico è cresciuto, diventando più aperto e libero sulla superficie, arrivando fino alla realizzazione di opere site specific di grandi dimensioni e installazioni a parete, in cui l’impatto e il significato degli elementi figurativi diventa più forte, per poi sfociare nei segni rosso sangue che ultimamente vengono combinati con immagini e impronte del suo stesso corpo. Qureshi vuole creare un dialogo tra la vita e la morte, raffigurandola attraverso l’immaginario de fogliame come nell’opera in collezione Iannaccone Midnight Garden. A questa fase si rifanno anche le due opere This Leprous Brightness del 2010 dove l’artista propone le proprie orme di colore rosso scarlatto, utilizzate spesso come simbolo di lotta, di guerra e di perdita. Dalle orme e dalle chiazze di colore emergono i tipici motivi floreali, come fossero dei “germi di speranza”. Le orme dei piedi dell’artista vanno a sottolinearne la presenza nell’opera, la creazione da parte dell’uomo, grazie alla quale scaturiscono “forme […] mischiate al colore del sangue che derivano dalla brutalità della violenza – spiega Qureshi – ma allo stesso tempo simboleggiano il dialogo con la vita e la possibilità di un nuovo inizio". Oggi Qureshi non è solo artista di fama internazionale, ma continua a insegnare presso il National College of Arts di Lahore, proprio la tecnica della miniatura, che è entrata così profondamente nella sua vita di uomo e artista.

Opere Correlate

Artista: Imran Qureshi

Imran Qureshi
Where the Shadows are so Deep, 2016

Imran Qureshi
Where the Shadows are so Deep, 2016

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (1), 2010

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (2), 2010

Imran Qureshi
Midnight Garden, 2014

Opera

Imran Qureshi, This Leprous Brightness (1), 2010, acquerello su carta wasly, 33 × 25 cm

BIografia

Imran Qureshi

Imran Qureshi è nato nel 1972 a Hyderabad in Pakistan, oggi vive e lavora a Lahore, Pakistan. Nelle sue opere crea un dialogo tra una pittura elaborata minuziosamente e segni più astratti, a cui spesso poi aggiunge una figurazione tratta dal reale, come personaggi che richiamano nella gestualità o nell’abbigliamento le guerre e le violenze che gli uomini vivono e subiscono. Le sue principali fonti di ispirazione sono sempre derivate dall’attenzione che dedicava e tutt’ora dedica alla condizione socio – politica del suo paese, che attraversò fin dalla nascita della Costituzione dopo il 1956 momenti di dittatura militare, la guerra indo-pakistana, fino all’espansione della legge islamica su tutto il territorio. Per questo motivo le sue opere possono essere interpretate come un commento visivo alla storia del passato e del presente del moderno Pakistan. Nel periodo compreso tra il 1994 e il 1996 ha iniziato ad esplorare il genere della pittura miniata secondo un livello più formale, utilizzando immagini tratte da miniature storiche che sono state rese più contemporanee. La tecnica appresa, dal maestro Bashir Ahmed, durante il periodo trascorso al college fu fondamentale nella sua formazione, nonostante l’artista non riuscisse a riconoscere nella tecnica una qualche vicinanza con la propria personalità e sensibilità artistica. Fu convinto, mentre era ancora studente a proseguire lo studio della pittura miniata da quello stesso maestro, che apparteneva al periodo degli ultimi miniaturisti della corte Patiala, che un giorno gli disse: “So distinguere il grasso dalla carne. Tu hai talento e devi continuare il tuo percorso nel dipartimento di miniatura”. Decide così di proseguire gli studi e una volta laureatosi si rende conto che la miniatura è ormai entrata a far parte del suo mondo. Dal 1998 in poi il suo fare pittorico è cresciuto, diventando più aperto e libero sulla superficie, arrivando fino alla realizzazione di opere site specific di grandi dimensioni e installazioni a parete, in cui l’impatto e il significato degli elementi figurativi diventa più forte, per poi sfociare nei segni rosso sangue che ultimamente vengono combinati con immagini e impronte del suo stesso corpo. Qureshi vuole creare un dialogo tra la vita e la morte, raffigurandola attraverso l’immaginario de fogliame come nell’opera in collezione Iannaccone Midnight Garden. A questa fase si rifanno anche le due opere This Leprous Brightness del 2010 dove l’artista propone le proprie orme di colore rosso scarlatto, utilizzate spesso come simbolo di lotta, di guerra e di perdita. Dalle orme e dalle chiazze di colore emergono i tipici motivi floreali, come fossero dei “germi di speranza”. Le orme dei piedi dell’artista vanno a sottolinearne la presenza nell’opera, la creazione da parte dell’uomo, grazie alla quale scaturiscono “forme […] mischiate al colore del sangue che derivano dalla brutalità della violenza – spiega Qureshi – ma allo stesso tempo simboleggiano il dialogo con la vita e la possibilità di un nuovo inizio". Oggi Qureshi non è solo artista di fama internazionale, ma continua a insegnare presso il National College of Arts di Lahore, proprio la tecnica della miniatura, che è entrata così profondamente nella sua vita di uomo e artista.

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Moderate Enlightenment, 2007

Imran Qureshi
Where the Shadows are so Deep, 2016

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Imran Qureshi
This Leprous Brightness (2), 2010

Imran Qureshi
Midnight Garden, 2014

Geografia: Pakistan

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (2), 2010

Imran Qureshi
Midnight Garden, 2014

Tema: Parti del corpo

Luca De Leva
Orecchie, 2016

Emanuele Giuffrida
The ready hands, 2017

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (2), 2010

Andro Wekua
Three Times 3, 2006

Tecnica: Acquarelli Mostra tutte le opere (7)

Luigi Broggini
Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Luigi Broggini
Paesaggio romano con statua del Nettuno, 1933

Atul Dodiya
Grandfather's beloved, 2007

Atul Dodiya
In a Silent Agreement, 2007

Gianfranco Ferroni
Lettino sfatto in un interno, 1985

Opera

Imran Qureshi, This Leprous Brightness (2), 2010, acquerello su carta wasly, 33 × 25 cm

BIografia

Imran Qureshi

Imran Qureshi è nato nel 1972 a Hyderabad in Pakistan, oggi vive e lavora a Lahore, Pakistan. Nelle sue opere crea un dialogo tra una pittura elaborata minuziosamente e segni più astratti, a cui spesso poi aggiunge una figurazione tratta dal reale, come personaggi che richiamano nella gestualità o nell’abbigliamento le guerre e le violenze che gli uomini vivono e subiscono. Le sue principali fonti di ispirazione sono sempre derivate dall’attenzione che dedicava e tutt’ora dedica alla condizione socio – politica del suo paese, che attraversò fin dalla nascita della Costituzione dopo il 1956 momenti di dittatura militare, la guerra indo-pakistana, fino all’espansione della legge islamica su tutto il territorio. Per questo motivo le sue opere possono essere interpretate come un commento visivo alla storia del passato e del presente del moderno Pakistan. Nel periodo compreso tra il 1994 e il 1996 ha iniziato ad esplorare il genere della pittura miniata secondo un livello più formale, utilizzando immagini tratte da miniature storiche che sono state rese più contemporanee. La tecnica appresa, dal maestro Bashir Ahmed, durante il periodo trascorso al college fu fondamentale nella sua formazione, nonostante l’artista non riuscisse a riconoscere nella tecnica una qualche vicinanza con la propria personalità e sensibilità artistica. Fu convinto, mentre era ancora studente a proseguire lo studio della pittura miniata da quello stesso maestro, che apparteneva al periodo degli ultimi miniaturisti della corte Patiala, che un giorno gli disse: “So distinguere il grasso dalla carne. Tu hai talento e devi continuare il tuo percorso nel dipartimento di miniatura”. Decide così di proseguire gli studi e una volta laureatosi si rende conto che la miniatura è ormai entrata a far parte del suo mondo. Dal 1998 in poi il suo fare pittorico è cresciuto, diventando più aperto e libero sulla superficie, arrivando fino alla realizzazione di opere site specific di grandi dimensioni e installazioni a parete, in cui l’impatto e il significato degli elementi figurativi diventa più forte, per poi sfociare nei segni rosso sangue che ultimamente vengono combinati con immagini e impronte del suo stesso corpo. Qureshi vuole creare un dialogo tra la vita e la morte, raffigurandola attraverso l’immaginario de fogliame come nell’opera in collezione Iannaccone Midnight Garden. A questa fase si rifanno anche le due opere This Leprous Brightness del 2010 dove l’artista propone le proprie orme di colore rosso scarlatto, utilizzate spesso come simbolo di lotta, di guerra e di perdita. Dalle orme e dalle chiazze di colore emergono i tipici motivi floreali, come fossero dei “germi di speranza”. Le orme dei piedi dell’artista vanno a sottolinearne la presenza nell’opera, la creazione da parte dell’uomo, grazie alla quale scaturiscono “forme […] mischiate al colore del sangue che derivano dalla brutalità della violenza – spiega Qureshi – ma allo stesso tempo simboleggiano il dialogo con la vita e la possibilità di un nuovo inizio". Oggi Qureshi non è solo artista di fama internazionale, ma continua a insegnare presso il National College of Arts di Lahore, proprio la tecnica della miniatura, che è entrata così profondamente nella sua vita di uomo e artista.

Opere Correlate

Artista: Imran Qureshi

Imran Qureshi
Moderate Enlightenment, 2007

Imran Qureshi
Where the Shadows are so Deep, 2016

Imran Qureshi
Where the Shadows are so Deep, 2016

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (1), 2010

Imran Qureshi
Midnight Garden, 2014

Geografia: Pakistan

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (1), 2010

Imran Qureshi
Midnight Garden, 2014

Tema: Parti del corpo

Luca De Leva
Orecchie, 2016

Emanuele Giuffrida
The ready hands, 2017

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (1), 2010

Andro Wekua
Three Times 3, 2006

Tecnica: Acquarelli Mostra tutte le opere (7)

Luigi Broggini
Paesaggio romano con figura sdraiata, 1932

Luigi Broggini
Paesaggio romano con statua del Nettuno, 1933

Atul Dodiya
Grandfather's beloved, 2007

Atul Dodiya
In a Silent Agreement, 2007

Gianfranco Ferroni
Lettino sfatto in un interno, 1985

Opera

Imran Qureshi, Midnight Garden, 2014, emulsione e acrilico su tela, 198 × 138 cm

BIografia

Imran Qureshi

Imran Qureshi è nato nel 1972 a Hyderabad in Pakistan, oggi vive e lavora a Lahore, Pakistan. Nelle sue opere crea un dialogo tra una pittura elaborata minuziosamente e segni più astratti, a cui spesso poi aggiunge una figurazione tratta dal reale, come personaggi che richiamano nella gestualità o nell’abbigliamento le guerre e le violenze che gli uomini vivono e subiscono. Le sue principali fonti di ispirazione sono sempre derivate dall’attenzione che dedicava e tutt’ora dedica alla condizione socio – politica del suo paese, che attraversò fin dalla nascita della Costituzione dopo il 1956 momenti di dittatura militare, la guerra indo-pakistana, fino all’espansione della legge islamica su tutto il territorio. Per questo motivo le sue opere possono essere interpretate come un commento visivo alla storia del passato e del presente del moderno Pakistan. Nel periodo compreso tra il 1994 e il 1996 ha iniziato ad esplorare il genere della pittura miniata secondo un livello più formale, utilizzando immagini tratte da miniature storiche che sono state rese più contemporanee. La tecnica appresa, dal maestro Bashir Ahmed, durante il periodo trascorso al college fu fondamentale nella sua formazione, nonostante l’artista non riuscisse a riconoscere nella tecnica una qualche vicinanza con la propria personalità e sensibilità artistica. Fu convinto, mentre era ancora studente a proseguire lo studio della pittura miniata da quello stesso maestro, che apparteneva al periodo degli ultimi miniaturisti della corte Patiala, che un giorno gli disse: “So distinguere il grasso dalla carne. Tu hai talento e devi continuare il tuo percorso nel dipartimento di miniatura”. Decide così di proseguire gli studi e una volta laureatosi si rende conto che la miniatura è ormai entrata a far parte del suo mondo. Dal 1998 in poi il suo fare pittorico è cresciuto, diventando più aperto e libero sulla superficie, arrivando fino alla realizzazione di opere site specific di grandi dimensioni e installazioni a parete, in cui l’impatto e il significato degli elementi figurativi diventa più forte, per poi sfociare nei segni rosso sangue che ultimamente vengono combinati con immagini e impronte del suo stesso corpo. Qureshi vuole creare un dialogo tra la vita e la morte, raffigurandola attraverso l’immaginario de fogliame come nell’opera in collezione Iannaccone Midnight Garden. A questa fase si rifanno anche le due opere This Leprous Brightness del 2010 dove l’artista propone le proprie orme di colore rosso scarlatto, utilizzate spesso come simbolo di lotta, di guerra e di perdita. Dalle orme e dalle chiazze di colore emergono i tipici motivi floreali, come fossero dei “germi di speranza”. Le orme dei piedi dell’artista vanno a sottolinearne la presenza nell’opera, la creazione da parte dell’uomo, grazie alla quale scaturiscono “forme […] mischiate al colore del sangue che derivano dalla brutalità della violenza – spiega Qureshi – ma allo stesso tempo simboleggiano il dialogo con la vita e la possibilità di un nuovo inizio". Oggi Qureshi non è solo artista di fama internazionale, ma continua a insegnare presso il National College of Arts di Lahore, proprio la tecnica della miniatura, che è entrata così profondamente nella sua vita di uomo e artista.

Opere Correlate

Artista: Imran Qureshi

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Moderate Enlightenment, 2007

Imran Qureshi
Where the Shadows are so Deep, 2016

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Imran Qureshi
This Leprous Brightness (1), 2010

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (2), 2010

Geografia: Pakistan

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (1), 2010

Imran Qureshi
This Leprous Brightness (2), 2010

Tema: Natura Morta Mostra tutte le opere (31)

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Soprabito sul divano, 1941

Pierpaolo Campanini
Senza titolo, 2013

Filippo de Pisis
Pesce e coltello, 1940

Nathalie Djurberg & Hans Berg
Man on Bed with Birds, 2010

Tecnica: Pittura Mostra tutte le opere (170)

Francis Alÿs
Untitled (Man/Woman with Shoe on Head), from The Liar series, 1995

Francis Alÿs
Untitled (Study for Painting and Punishment), 2000 - 2003

Arnaldo Badodi
Ballerine, 1938

Arnaldo Badodi
L'armadio, 1938

Arnaldo Badodi
Caffè, 1940

Opera

Imran Qureshi, Where the Shadows are so Deep, 2016, tecnica mista, 30.6 × 20.8 cm

BIografia

Imran Qureshi

Imran Qureshi è nato nel 1972 a Hyderabad in Pakistan, oggi vive e lavora a Lahore, Pakistan. Nelle sue opere crea un dialogo tra una pittura elaborata minuziosamente e segni più astratti, a cui spesso poi aggiunge una figurazione tratta dal reale, come personaggi che richiamano nella gestualità o nell’abbigliamento le guerre e le violenze che gli uomini vivono e subiscono. Le sue principali fonti di ispirazione sono sempre derivate dall’attenzione che dedicava e tutt’ora dedica alla condizione socio – politica del suo paese, che attraversò fin dalla nascita della Costituzione dopo il 1956 momenti di dittatura militare, la guerra indo-pakistana, fino all’espansione della legge islamica su tutto il territorio. Per questo motivo le sue opere possono essere interpretate come un commento visivo alla storia del passato e del presente del moderno Pakistan. Nel periodo compreso tra il 1994 e il 1996 ha iniziato ad esplorare il genere della pittura miniata secondo un livello più formale, utilizzando immagini tratte da miniature storiche che sono state rese più contemporanee. La tecnica appresa, dal maestro Bashir Ahmed, durante il periodo trascorso al college fu fondamentale nella sua formazione, nonostante l’artista non riuscisse a riconoscere nella tecnica una qualche vicinanza con la propria personalità e sensibilità artistica. Fu convinto, mentre era ancora studente a proseguire lo studio della pittura miniata da quello stesso maestro, che apparteneva al periodo degli ultimi miniaturisti della corte Patiala, che un giorno gli disse: “So distinguere il grasso dalla carne. Tu hai talento e devi continuare il tuo percorso nel dipartimento di miniatura”. Decide così di proseguire gli studi e una volta laureatosi si rende conto che la miniatura è ormai entrata a far parte del suo mondo. Dal 1998 in poi il suo fare pittorico è cresciuto, diventando più aperto e libero sulla superficie, arrivando fino alla realizzazione di opere site specific di grandi dimensioni e installazioni a parete, in cui l’impatto e il significato degli elementi figurativi diventa più forte, per poi sfociare nei segni rosso sangue che ultimamente vengono combinati con immagini e impronte del suo stesso corpo. Qureshi vuole creare un dialogo tra la vita e la morte, raffigurandola attraverso l’immaginario de fogliame come nell’opera in collezione Iannaccone Midnight Garden. A questa fase si rifanno anche le due opere This Leprous Brightness del 2010 dove l’artista propone le proprie orme di colore rosso scarlatto, utilizzate spesso come simbolo di lotta, di guerra e di perdita. Dalle orme e dalle chiazze di colore emergono i tipici motivi floreali, come fossero dei “germi di speranza”. Le orme dei piedi dell’artista vanno a sottolinearne la presenza nell’opera, la creazione da parte dell’uomo, grazie alla quale scaturiscono “forme […] mischiate al colore del sangue che derivano dalla brutalità della violenza – spiega Qureshi – ma allo stesso tempo simboleggiano il dialogo con la vita e la possibilità di un nuovo inizio". Oggi Qureshi non è solo artista di fama internazionale, ma continua a insegnare presso il National College of Arts di Lahore, proprio la tecnica della miniatura, che è entrata così profondamente nella sua vita di uomo e artista.

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This Leprous Brightness (2), 2010

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Midnight Garden, 2014

Opera

Imran Qureshi, Where the Shadows are so Deep, 2016, tecnica mista, 30.6 × 20.8 cm

BIografia

Imran Qureshi

Imran Qureshi è nato nel 1972 a Hyderabad in Pakistan, oggi vive e lavora a Lahore, Pakistan. Nelle sue opere crea un dialogo tra una pittura elaborata minuziosamente e segni più astratti, a cui spesso poi aggiunge una figurazione tratta dal reale, come personaggi che richiamano nella gestualità o nell’abbigliamento le guerre e le violenze che gli uomini vivono e subiscono. Le sue principali fonti di ispirazione sono sempre derivate dall’attenzione che dedicava e tutt’ora dedica alla condizione socio – politica del suo paese, che attraversò fin dalla nascita della Costituzione dopo il 1956 momenti di dittatura militare, la guerra indo-pakistana, fino all’espansione della legge islamica su tutto il territorio. Per questo motivo le sue opere possono essere interpretate come un commento visivo alla storia del passato e del presente del moderno Pakistan. Nel periodo compreso tra il 1994 e il 1996 ha iniziato ad esplorare il genere della pittura miniata secondo un livello più formale, utilizzando immagini tratte da miniature storiche che sono state rese più contemporanee. La tecnica appresa, dal maestro Bashir Ahmed, durante il periodo trascorso al college fu fondamentale nella sua formazione, nonostante l’artista non riuscisse a riconoscere nella tecnica una qualche vicinanza con la propria personalità e sensibilità artistica. Fu convinto, mentre era ancora studente a proseguire lo studio della pittura miniata da quello stesso maestro, che apparteneva al periodo degli ultimi miniaturisti della corte Patiala, che un giorno gli disse: “So distinguere il grasso dalla carne. Tu hai talento e devi continuare il tuo percorso nel dipartimento di miniatura”. Decide così di proseguire gli studi e una volta laureatosi si rende conto che la miniatura è ormai entrata a far parte del suo mondo. Dal 1998 in poi il suo fare pittorico è cresciuto, diventando più aperto e libero sulla superficie, arrivando fino alla realizzazione di opere site specific di grandi dimensioni e installazioni a parete, in cui l’impatto e il significato degli elementi figurativi diventa più forte, per poi sfociare nei segni rosso sangue che ultimamente vengono combinati con immagini e impronte del suo stesso corpo. Qureshi vuole creare un dialogo tra la vita e la morte, raffigurandola attraverso l’immaginario de fogliame come nell’opera in collezione Iannaccone Midnight Garden. A questa fase si rifanno anche le due opere This Leprous Brightness del 2010 dove l’artista propone le proprie orme di colore rosso scarlatto, utilizzate spesso come simbolo di lotta, di guerra e di perdita. Dalle orme e dalle chiazze di colore emergono i tipici motivi floreali, come fossero dei “germi di speranza”. Le orme dei piedi dell’artista vanno a sottolinearne la presenza nell’opera, la creazione da parte dell’uomo, grazie alla quale scaturiscono “forme […] mischiate al colore del sangue che derivano dalla brutalità della violenza – spiega Qureshi – ma allo stesso tempo simboleggiano il dialogo con la vita e la possibilità di un nuovo inizio". Oggi Qureshi non è solo artista di fama internazionale, ma continua a insegnare presso il National College of Arts di Lahore, proprio la tecnica della miniatura, che è entrata così profondamente nella sua vita di uomo e artista.

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Imran Qureshi
Moderate Enlightenment, 2007

Imran Qureshi
Where the Shadows are so Deep, 2016

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Imran Qureshi
This Leprous Brightness (2), 2010

Imran Qureshi
Midnight Garden, 2014